Venerdi 23 ottobre 2026
Cronaca Lombardia
DATA CENTER IN LOMBARDIA: 55 SINDACI CHIEDONO ALLA REGIONE REGOLE PIÙ CHIARE SUI NUOVI INSEDIAMENTI
CRESCE LA PREOCCUPAZIONE PER CONSUMO DI SUOLO, ENERGIA E RISORSE IDRICHE. CODACONS: «LA TRANSIZIONE DIGITALE NON PUÒ AVVENIRE A SPESE DELL’AMBIENTE»
CODACONS LOMBARDIA SCRIVE ALLA REGIONE: CHIESTI CONTROLLI PIÙ RIGOROSI, TRASPARENZA SUI CONSUMI E PRIORITÀ AL RECUPERO DELLE AREE INDUSTRIALI DISMESSE
Milano – Cresce l’attenzione sulla diffusione dei data center in Lombardia e sul loro possibile impatto sul territorio. Ben 55 sindaci della Città metropolitana di Milano hanno sottoscritto una lettera indirizzata a Regione Lombardia per chiedere criteri più chiari per la localizzazione delle nuove infrastrutture digitali e un maggiore coinvolgimento degli enti locali.
Al centro delle preoccupazioni figurano soprattutto il consumo di suolo, l’elevato fabbisogno energetico dei data center, l’utilizzo delle risorse idriche e il possibile impatto ambientale dei nuovi insediamenti.
Per Codacons Lombardia lo sviluppo delle infrastrutture necessarie alla transizione digitale deve procedere insieme alla tutela dell’ambiente e della qualità della vita dei cittadini, soprattutto nei territori già caratterizzati da un’elevata urbanizzazione.
DATA CENTER IN LOMBARDIA: 55 SINDACI CHIEDONO NUOVE REGOLE
La richiesta avanzata dai 55 sindaci della Città metropolitana di Milano riporta al centro del dibattito la necessità di definire regole uniformi e trasparenti per l’insediamento dei nuovi data center.
La crescita della domanda di infrastrutture digitali rende infatti necessario valutare attentamente non soltanto le opportunità economiche e tecnologiche generate dagli investimenti, ma anche le conseguenze che strutture di grandi dimensioni possono determinare sul territorio.
Secondo Codacons, prima di autorizzare nuovi insediamenti è necessario considerare in maniera puntuale localizzazione, consumo di suolo, fabbisogno energetico, utilizzo dell’acqua e sostenibilità ambientale complessiva dei progetti.
DATA CENTER E CONSUMO DI SUOLO: CODACONS CHIEDE PRIORITÀ ALLE AREE INDUSTRIALI DISMESSE
Uno degli aspetti più delicati riguarda il consumo di suolo legato alla realizzazione dei nuovi data center in Lombardia.
Codacons ritiene che, ove tecnicamente possibile e nel rispetto delle necessarie valutazioni ambientali e urbanistiche, debba essere privilegiato il recupero di aree industriali dismesse o già urbanizzate, limitando l’utilizzo di nuovo territorio.
«Non possiamo permettere che lo sviluppo tecnologico avvenga a discapito dell’ambiente e della qualità della vita dei cittadini. Occorrono regole precise e valutazioni rigorose prima di autorizzare nuovi insediamenti, soprattutto in territori già fortemente urbanizzati», dichiara il Presidente di Codacons Lombardia, Avv. Marco Maria Donzelli.
CONSUMI ENERGETICI E IDRICI DEI DATA CENTER: SERVE MAGGIORE TRASPARENZA
Un altro tema centrale riguarda il fabbisogno di energia e acqua dei data center.
Per Codacons Lombardia, i cittadini e le amministrazioni locali devono poter conoscere preventivamente l’impatto stimato delle nuove strutture sulle risorse disponibili.
L’Associazione chiede quindi che per ogni nuovo progetto siano resi accessibili, nei limiti previsti dalla normativa, i dati relativi ai consumi energetici e idrici previsti, insieme alle misure adottate per ridurne l’impatto ambientale.
La trasparenza è particolarmente importante nei territori nei quali si concentrano più progetti, perché consente di valutare non soltanto l’impatto del singolo data center, ma anche gli eventuali effetti cumulativi di più insediamenti nella stessa area.
CODACONS SCRIVE A REGIONE LOMBARDIA SUI NUOVI DATA CENTER
Alla luce delle preoccupazioni espresse dagli amministratori locali, Codacons Lombardia scrive a Regione Lombardia chiedendo un rafforzamento dei criteri utilizzati per valutare e autorizzare i nuovi data center.
In particolare, l’Associazione chiede:
- regole chiare e uniformi per i nuovi data center in Lombardia;
- valutazioni rigorose dell’impatto ambientale e territoriale;
- particolare attenzione al consumo di suolo;
- priorità, ove possibile, al recupero delle aree industriali dismesse e già urbanizzate;
- trasparenza sui consumi energetici e idrici previsti;
- valutazione dell’impatto cumulativo in presenza di più strutture nello stesso territorio;
- maggiore coinvolgimento dei Comuni interessati;
- informazioni accessibili ai cittadini sui nuovi progetti e sulle relative conseguenze ambientali.
CODACONS: «INNOVAZIONE DIGITALE E TUTELA DELL’AMBIENTE DEVONO PROCEDERE INSIEME»
Codacons Lombardia sottolinea come lo sviluppo dei data center rappresenti un elemento sempre più importante per l’economia digitale, ma ritiene indispensabile che la crescita del settore sia accompagnata da adeguate garanzie ambientali.
Innovazione tecnologica e sostenibilità non devono essere considerate obiettivi contrapposti.
Per questo l’Associazione chiede a Regione Lombardia di definire un quadro che garantisca programmazione, controlli, trasparenza e coinvolgimento dei territori, evitando che la crescente domanda di infrastrutture digitali determini un utilizzo non adeguatamente pianificato di suolo, energia e acqua.
«La transizione digitale non può avvenire a spese dell’ambiente. La Lombardia ha l’opportunità di accompagnare lo sviluppo tecnologico con regole capaci di tutelare contemporaneamente investimenti, territorio e cittadini», conclude Codacons Lombardia.
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