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Venditori indottrinati con metodi definiti da “inquisizione”

7 Gennaio 2009


BELLUNO. Il processo è durato poco più di un anno. Il caso venne sollevato alcuni anni fa da "Striscia la notizia": al tg satirico di Canale 5 si rivolsero, infatti, alcune delle migliaia di persone truffate.  Secondo il Codacons vennero installati più di 14.000 dispositivi, al prezzo di 15 milioni di vecchie lire, per un giro d’affari di 200 miliardi. Eusebi e la compagna finirono in carcere l’8 ottobre 2002 per circa tre mesi e mezzo, più altri due mesi agli arresti domiciliari. Poi il garante, con una sentenza del 7 novembre 2002, stabilì che la pubblicità sul prodotto era ingannevole. Nel 2003 la Finanza sequestrò, su ordine del Gip, immobili e auto riconducibili alla Tucker, per un valore stimato in oltre due milioni e mezzo di euro. La truffa veniva attuata attraverso una rete di venditori "indottrinati" da Eusebi con metodi definiti "da inquisizione", dopo essere stati obbligati a pagare in media circa 8.000 euro per entrare nell’organizzazione: per rientrare da queste spese c’era un’unica strada, fare nuovi affiliati su cui rifarsi. I metodi per "convincere" raccontati al processo hanno riferito di particolari "convention" aziendali in cui un imprenditore era stato costretto a portare una croce sulle spalle e, tra gli altri, a una venditrice era stato imposto con la forza di rivivere la violenza sessuale subita dal padre.
 

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