NO AL VOUCHER, VOGLIAMO I RIMBORSI

AVVIATA LA PRIMA CAUSA PILOTA CONTRO I VOUCHER INNANZI AL TRIBUNALE DI MILANO

Con l’emanazione del decreto del 2 marzo scorso, i viaggiatori possono recedere per impossibilità sopravvenuta della prestazione dal pacchetto turistico acquistato.

In questo caso, dalla lettura della norma, dovrebbe esserci la possibilità per il viaggiatore, di ricevere il rimborso integrale dei viaggi o in alternativa l’ emissione di un voucher di pari importo da utilizzare entro un anno.

La decisione parrebbe spettare al tour operator e non al consumatore, a differenza di quanto previsto dal Codice del Turismo, che rappresenta la legge ordinaria. Il Codice del Turismo prevede che se un pacchetto turistico viene cancellato prima della partenza – per ragioni imputabili al tour operator e non al cliente – si ha diritto al rimborso integrale entro sette giorni, di usufruire di pacchetto turistico di qualità equivalente o superiore senza supplemento di prezzo, di pacchetto turistico di qualità inferiore, previa restituzione della differenza.

La problematica nasce nel momento in cui i viaggatori, che hanno subito l’annullamento del pacchetto turistico da parte del tour operator a causa del Covid-19, hanno ricevuto riposta negativa alla richiesta di rimborso totale perché il Decreto Legge del 2 marzo scorso prevede, per l’ appunto, la “possibilità” per questi di emettere anche “…un voucher di pari importo da utilizzare entro un anno dall’ emissione”. I tour operator, quindi, nonostante abbiano annullato loro stessi i pacchetti turistici, sebbene costretti da circostanze eccezionali, stanno “interpretando” la nuova normativa offrendo ai viaggiatori come unica opzione l’ emissione di un voucher.

Tale comportamento potrebbe rappresentare una pratica commerciale scorretta perché si dovrebbe lasciare la possibilità al consumatore di poter scegliere. Se i viaggiatori non potessero partire nel giro del prossimo anno?

Tra i viaggi e gli eventi annullati c’erano viaggi di famiglia, viaggi per festeggiare maturità o lauree con gli amici, viaggi di nozze e eventi unici.

In questi casi ove si perde completamente l’ interesse al viaggio cosa succede? Il Codice civile è molto chiaro, riconoscendo il diritto del consumatore a ricevere il rimborso dell’importo pagato!

Per tali motivi il Codacons ha avviato la prima di una lunga serie di cause volte ad ottenere il rimborso dei viaggi annullati a causa del coronavirus.

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