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Associazioni sul piede di guerra: “Era un disastro annunciato”

17 Dicembre 2008


Non fanno sconti a nessuno le associazioni dei pendolari dopo il secondo giorno di gravi disservizi ferroviari. «Il disastro preannunciato sollecita Trenitalia e Regione Lombardia ad assumersi le logiche conseguenze», tuona Luigi Barbieri dell’associazione «In orario». «All’Amministratore delegato delle Fs – prosegue – s’impone un’attenta analisi della capacità di funzionamento della struttura ferroviaria, preventivamente alle revisioni tariffarie per la quadratura dei bilanci». Mentre «da parte del responsabile regionale di Trenitalia sarebbe doverosa una verifica del livello qualitativo del servizio, perché si possa migliorare e non stravolgere. Un tale impegno – rimarca – è ineludibile, a pena di dimissioni dall’incarico».  Secondo il Codacons, invece, la Regione dovrebbe bloccare i pagamenti a Trenitalia «fino a che non ci saranno visibili segni di miglioramento e non si farà retromarcia, sia riducendo i tempi di percorrenza sia aumentando i treni negli orari di punta». Diverse anche le reazioni dal mondo della politica. Il Pd della Lombardia ha presentato un ordine del giorno in cui chiede un mese di viaggi gratis a gennaio per i pendolari della regione visti i «disservizi accumulati nel corso del 2008». Arturo Squassina (Sd) in particolare punta il dito contro l’accordo tra la Regione e Trenitalia, con il quale «è stato ridotto il numero dei treni ed allungato il tempo di percorrenza». Secondo il capogruppo di Forza Italia, Paolo Valentini, invece «Regione Lombardia, attraverso il suo presidente e l’assessore alla Mobilità, si è ampiamente spesa per garantire una mobilità efficiente». Profondamente insoddisfatto dell’atteggiamento della Regione è Dario Balotta di Legambiente (ex segretario lombardo della Cisl Trasporti), che ricorda come «quattro giorni fa Formigoni aveva definito soddisfacente l’orario ferroviario». E aggiunge: «In realtà Regione e Trenitalia litigano di giorno e si mettono d’accordo di notte. Infatti il Pirellone pensa solo alle autostrade, tant’è che ha investito solo lo 0,37% delle risorse del suo bilancio per le ferrovie, mentre Trenitalia ha pensato esclusivamente all’Alta velocità dimenticandosi del trasporto locale, da sempre in situazione critica».

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