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In campo i politici, pronte le interrogazioni

16 Dicembre 2008


 L’assurda giornata dei pendolari bergamaschi non manca di suscitare commenti nel mondo politico, dai suoi esponenti locali a coloro che siedono in parlamento (chiamati in causa pochi giorni fa dagli stessi viaggiatori con una lettera in cui denunciano il loro disagio per i nuovi orari). «Esprimo tutta la mia vicinanza e la condivisione per la vostra battaglia», risponde loro Savino Pezzotta (Udc), che promette di attivarsi in prima persona presso il ministero dei Trasporti per migliorare la situazione. Sul ruolo dell’esecutivo in una vicenda che finora ha visto protagonisti (spesso in conflitto tra loro) il Pirellone e Trenitalia riflette anche l’azzurro Gregorio Fontana : «Sta a Trenitalia la progettazione del servizio. Il governo però può essere pungolo e, lo assicuriamo, non mancherà di farlo». Le Ferrovie dicono che per mettere i treni sui binari servono altri fondi, la Regione ribatte che ne ha già messi. È possibile che il governo destini delle risorse- «I margini sono purtroppo molto stretti – dice Fontana -. Ma dal punto di vista politico, lo ripeto, si terrà alta l’attenzione». Il deputato constata che «la questione ricorre negli anni e non è legata a governi di centrodestra o centrosinistra», ma ricorda anche che «a fine novembre dal Consiglio dei ministri è stato approvato un rifinanziamento del servizio» che ha dato alla Lombardia gli 80 milioni necessari ad assicurare i medesimi servizi del 2008. Non ci vanno leggeri dalle parti del Pd: «I fatti accaduti questa mattina sulla tratta Bergamo-Milano sono inaccettabili per un paese civile – protesta il segretario cittadino dei democratici Mirosa Servidati -. Condividiamo le proteste dei pendolari bergamaschi: la Regione deve riaprire il tavolo tecnico e prendere provvedimenti urgenti affinchè recarsi sul posto di lavoro non sia un calvario. Troppo facile scaricare tutte le colpe sulle Ferrovie: anche da parte della Regione Lombardia ci vogliono atti concreti e soluzioni immediate». Per ottenerli, Servidati annuncia che chiederà ai parlamentari bergamaschi di valutare la possibilità di un’interrogazione parlamentare urgente ai ministri competenti. All’assessore regionale Raffaele Cattaneo si rivolge invece, anche qui con un’interrogazione, il consigliere democratico al Pirellone Giuseppe Benigni : «Alla prova dei fatti, nonostante tutte le rassicurazioni della Regione e di Trenitalia, il disagio dei pendolari continua e si aggrava, mentre il servizio ferroviario regionale, con l’introduzione del nuovo orario, versa in stato confusionale». Di qui la richiesta all’assessore di attivarsi per «ripristinare quanto inizialmente concordato con i pendolari», visto che tra l’accordo firmato a fine novembre e l’orario effettivamente entrato in vigore ci sono delle divergenze: «Trenitalia ha apportato modifiche peggiorative all’orario ferroviario, penso alla soppressione di alcuni treni, all’allungamento dei tempi di percorrenza e alla diminuzione delle carrozze, il tutto dopo aver firmato un accordo con i pendolari che viene quindi disatteso». Sul piede di guerra pure il sindaco di Arcene, Michele Luccisano , che da tempo fa i conti con l’ormai leggendaria fermata fantasma. «I tempi medi di percorrenza dei treni sulla tratta Bergamo-Treviglio sono aumentati rispetto al 2001 e sono peggiorate le situazioni di affollamento delle carrozze utilizzate – scrive -. Invito i partiti politici della provincia a ragionare obiettivamente su quello che sta accadendo, mettendo a nudo responsabilità, errori ed inerzie. Non tanto per denunciarle, ma per indicare strade diverse a chi, avendo la responsabilità della soluzione dei problemi, insiste nel considerarsi esente da colpe». E la stoccata alla Regione non è nemmeno troppo implicita.  Un commento sulla situazione dei treni è arrivata ieri, tramite il Codacons , anche dalle associazioni dei consumatori: «Intendiamo vederci chiaro in particolare con l’assurdo e antistorico aumento dei tempi di percorrenza che, in tempi di alta velocità, grida vendetta al cielo». Il sospetto dell’organizzazione è che l’allungamento dei tempi sia «un modo per raggirare i bonus previsti dalla Regione» in caso di ritardo del treno.

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