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MALTEMPO: LEGA NORD CHIEDE STATO EMERGENZA ZONE COLPITE

18 Luglio 2009


MALTEMPO: LEGA NORD CHIEDE STATO EMERGENZA ZONE COLPITE

 

IL CODACONS DICE BASTA AI FAVORI POLITICI:  GLI AMMINISTRATORI FACCIANO PRIMA IL LORO DOVERE!

 

I DANNI DI MILANO NON SONO PIOVUTI DAL CIELO: LE PROCURE DI MILANO, COMO E LECCO APRANO INCHIESTA

 

Lo avevamo detto ieri, ossia in tempi non sospetti, prima che la Lega Nord chiedesse oggi con una lettera indirizzata al Presidente Formigoni lo stato di emergenza, che era ora di finirla con l’ennesima richiesta di stato di calamità inoltrata ad ogni acquazzone estivo.

“Si tratta della classica richiesta lobbistica che viene immancabilmente data a tutti per non perdere consenso politico, ma che dovrebbe essere concessa solo in presenza di eventi realmente eccezionali e drammatici. Ora splende già il sole in Lombardia e se i danni provocati sono stati ingenti è solo responsabilità di quegli stessi amministratori che poi si affrettano a chiedere lo stato di calamità, così da nascondere le proprie responsabilità e far passare il messaggio che c’è stato un evento straordinario che la politica non poteva prevedere ed affrontare” ha dichiarato il presidente del Codacons, avv. Marco Maria Donzelli. “La realtà è che né ieri né oggi, né a Como, né a Lecco né a Milano ci sono stati uragani e cicloni e se gli alberi sono finiti sulle strade o sulle autostrade è solo perchè chi aveva la responsabilità della loro manutenzione non li ha potati né in autunno né in primavera. Spesso si tratta di alberi già morti che andavano rimossi in tempo utile” ha proseguito Donzelli.

“Se a Milano ed hinterland cartelloni pubblicitari, recinzioni di cantieri, pali della tensione dell’anteguerra fatti ancora in legno sono stati portati via dal vento, è per colpe precise di chi doveva controllare la messa in posa di queste opere e verificare la rispondenza con i requisiti di sicurezza” ha concluso Donzelli.

Il Codacons chiede alla Procura di Milano, Como e Lecco di indagare se esistono profili penalmente rilevanti, dall’omissione d’atti d’ufficio all’attentato alla sicurezza dei trasporti.

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