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La Cgil: salari, crescita zero nel 2008 “Persi 1.600 euro”

28 Dicembre 2008


 ROMA – Non solo l’economia registra crescita zero. Anche per gli stipendi di operai e impiegati il 2008 si chiude con aumenti nulli. Secondo uno studio del centro di analisi Ires-Cgil anticipato dall’Ansa, le buste paghe sono mediamente cresciute del 3,4-3,5% ma il guadagno è stato bruciato dall’inflazione che nell’anno che sta per chiudersi è aumentata dello stesso importo. Per il segretario confederale Cgil e presidente dell’Ires Agostino Megale «questo sostanziale blocco delle retribuzioni non potrà non avere effetti negativi sulla congiuntura e, se non ci saranno interventi fiscali per sostenere le fasce più colpite, il calo dei consumi è destinato a peggiorare nel 2009». Lo studio Ires rivela inoltre che è in aumento la disuguaglianza retributiva: nel 2008 un capofamiglia con lavoro dipendente ha perso mediamente 1600 euro (a cui vanno aggiunti altri 360 euro per il mancato recupero del fiscal drag) mentre un imprenditore ha avuto un guadagno di oltre 9 mila euro. In questa situazione di stagnazione e di recessione un buon paracadute contro l’inflazione sarebbe stata l’introduzione dell’euro. Così almeno appare secondo un rapporto del Centro studi Confcommerci: dal suo avvio (2002) l’aumento del costo della vita sarebbe stato contenuto nel 25,9% mentre nel decennio precedente (1989-1999) l’inflazione ha segnato una crescita del 53%. Negli ultimi dieci anni i prezzi sono aumentati in genere del 32%, con le spese per la casa (affitto, luce, gas) che hanno registrato aumenti record del 47%. Se l’euro ha difeso il potere d’acquisto dei salari – anche se non tutti sono d’accordo specie quando si parla di inflazione «percepita» – sembra certo che l’attuale crisi economica ha provocato un forte calo dei consumi. Lo sostengono le associazioni dei consumatori che valutano in circa il 20-30% la flessione in zona natalizia e destinata a continuare nel periodo dei saldi.  Secondo Telefono Blu le spese per i regali di Natale sono calate del 9%, del 20% quelle per i viaggi mentre il Codacons valuta nel 20-40% lo sconto medio dei saldi. Il presidente Carlo Rienzi invita i cittadini a farsi furbi e a smascherare i commercianti che alterano i listini per gonfiare il saldo: «Fotografate con il cellulare i prezzi dei capi in vetrina adesso e confrontateli con quelli esposti nel periodo dei saldi».

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