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E a 86 anni fini’ in lite con l’Inps “Quei 13 mila euro non li pago”

9 Gennaio 2009


Invece degli auguri per Natale, una professoressa di inglese in pensione di 86 anni nella cassetta delle lettere ha trovato un precetto di pagamento di 13.684,86 euro. Firmato Igei, l’ente che si è occupato della cartolarizzazione degli immobili dell’Inps. «Da quel giorno viviamo nel terrore che, da un momento all’altro, possa arrivare l’ufficiale giudiziario», spiega il figlio della professoressa, che è anche invalida, inquilina di un appartamento in via del Perugino, al Flaminio, regolarmente acquistato nel 2005.  Per l’ex insegnante e i suoi familiari quella richiesta di pagamento è assurda e per questo si sono rivolti al Codacons. «è scandaloso che alla vigilia di Natale, un ente che dovrebbe tutelare i disabili minacci un’anziana donna di espropriarle la casa», attacca l’avvocato Carlo Rienzi, presidente del Coordinamento, che ha denunciato per tentata estorsione sia l’Inps sia l’avvocato dell’Igei. «La somma pretesa – aggiunge Rienzi è stata dichiarata non dovuta da tre sentenze del tribunale, mentre quella sulla quale l’Igei agisce è stata appellata davanti alla Corte d’Appello. Inoltre l’Igei risulta soppressa dal ’96, ma nonostante sia in liquidazione continua a incassare ogni anno milioni di euro con gli affitti». Su quest’ultima vicenda sono state aperte due inchieste dalla procura e dalla Corte dei Conti. «Mia madre abita in quella casa dagli anni ’60 – prosegue il figlio della professoressa – al momento della firma del rogito ci è stata fatta firmare una dichiarazione nella quale riconoscevamo i debiti maturati per l’occupazione dell’appartamento con il contratto scaduto. Nell’aprile 2002, poi, abbiamo inviato all’Inps la documentazione per acquistare l’immobile, ma ci è stato risposto che dovevamo aspettare. E così abbiamo fatto fino al 2005. Eppure ora ci chiedono i soldi per quel periodo di attesa che non è colpa nostra».  Nella stessa situazione dell’ex insegnante si trovano ora altri inquilini del palazzo, molti dei quali anziani, che si sono rivolti al Codacons.
 

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