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Treni in ritardo? Vagoni sporchi, freddi e affollati?

8 Gennaio 2009


 Treni in ritardo? Vagoni sporchi, freddi e affollati? Un pendolare piacentino, esasperato, ha fatto causa a Trenitalia e l’ha vinta, ottenendo un risarcimento di mille euro. «Violazione dei diritti esistenziali della persona», ha scritto il giudice di pace nella sentenza. E le associazioni dei consumatori comasche, al pari dei comitati, esultano: «È un’ottima notizia – commentano – Trenitalia deve capire che i viaggiatori sono stanchi e non escludono iniziative come questa». Se finora i pendolari si erano dovuti accontentare dei ?bonus?, nel caso piacentino per la prima volta è stato riconosciuto un risarcimento per il mancato rispetto di determinati standard, e non a causa di singoli disservizi.  «Si tratta di un precedente importante», dice il presidente lariano del Codacons, Mauro Antonelli. «I problemi per i viaggiatori comaschi sono continui e pesanti – sottolinea Antonelli – Per fare un esempio, proprio oggi (ieri, ndr) ero a Milano e ho visto che il treno delle Nord con partenza alle 15.49 da Bovisa è stato soppresso. In generale è stata una giornata pessima sul fronte del trasporto ferroviario. La causa vinta dal pendolare della Piacenza-Milano potrebbe spingere qualche comasco a intraprendere la strada del tribunale, d’altra parte alla nostra associazione non mancano le segnalazioni di cittadini esasperati per i ritardi.  Purtroppo – continua il presidente del Codacons – l’introduzione della class action è stata rinviata e, stando alle leggi attuali, l’unica chance per i consumatori è quella di riunirsi in gruppi e fare riferimento a un unico avvocato. Ma devono comunque dimostrare di aver subito i disagi». istituzioni inerti Il comitato pendolari Milano-Como-Chiasso accoglie con soddisfazione la sentenza del giudice di pace piacentino: «Faremo al più presto le valutazioni del caso – spiega Claudio Russo – Ci auguriamo che, di fronte a una notizia del genere, Trenitalia possa finalmente muoversi nell’interesse dei pendolari, limitando i disagi». Durissimo Giorgio Dahò, portavoce dei pendolari lombardi: «Il fatto che ci rivolga a un tribunale è la conseguenza della totale inerzia delle istituzioni su questi temi – afferma – Dovrebbero istituire penali molto più severe per le ferrovie. Da due anni il sistema delle sanzioni e dei bonus deve essere rivisto ma ancora non è stato fatto nulla. E bisognerebbe lavorare seriamente sui contratti di servizio». ASSESSORE PENDOLARE Interpellato sull’argomento, l’assessore provinciale ai Trasporti, Patrizio Tambini, non nasconde di condividere le preoccupazioni dei viaggiatori comaschi: «Sono anch’io un pendolare, per motivi di lavoro mi sposto da Milano a Como in treno – sottolinea – e conosco bene le criticità del servizio. Oggi (ieri, ndr) ci sono stati effettivamente ritardi pesanti sia sui treni delle Nord che su quelli di Trenitalia, ma è anche vero che non la si può considerare una giornata standard. Il discorso riguarda, piuttosto, i ritardi nel giorno medio, che pure non mancano. Mi attiverò subito per chiedere chiarimenti, vorrei approfondire alcuni aspetti che ho toccato con mano nell’ultimo periodo. Mi preoccupa – continua Tambini – soprattutto la situazione dei convogli di Trenitalia, anche perché è difficile avere un dialogo e confrontarsi in modo costante con loro. Comunque voglio vederci chiaro». Quanto alla sentenza piacentina: «Certo, se tutti i pendolari si rivolgessero al tribunale sarebbe un bel problema per le Ferrovie?». 

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