
Con la sentenza n. 81/2025, la Corte d’Appello di Brescia – Sezione Lavoro ha fatto chiarezza su un punto controverso legato alla cosiddetta “Quota 100”. I giudici hanno confermato la decisione del Tribunale di Bergamo (sentenza n. 1146/2024), stabilendo che il divieto di cumulo tra pensione e redditi da lavoro dipendente, previsto dall’art. 14, comma 3, del D.L. n. 4/2019, non comporta la perdita dell’intera annualità della pensione, ma solo la sospensione dei ratei nei mesi in cui si percepiscono redditi da lavoro.
In pratica, chi va in pensione con Quota 100 e inizia un’attività lavorativa da dipendente, perde il diritto alla pensione solo per i mesi in cui lavora. Nei periodi successivi, in assenza di attività lavorativa, la pensione torna a essere regolarmente erogata.
La Corte ha sottolineato come questa interpretazione sia la più aderente alla ratio della norma, nata per agevolare l’uscita anticipata dal lavoro e non per infliggere sanzioni eccessive o punitive ai pensionati.
Una decisione destinata a fare giurisprudenza e a offrire maggiore certezza ai lavoratori che hanno scelto di aderire al regime di Quota 100.
Compila il form qui sotto inserendo i dati richiesti così da essere contattato in tempi rapidi da un nostro assistente.