Diagnosi in ritardo? Il paziente ha diritto al risarcimento anche per la mancata possibilità di curarsi

(Corte di Cassazione, ordinanza n. 25480/2025)

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"In tema di responsabilità medica, il danno per perdita anticipata della vita, ove sia certo e dimostrabile, sul piano eventistico, che la condotta illecita abbia cagionato l'anticipazione dell'evento fatale, non può essere confuso con il danno da perdita di chance, che si sostanzia nell'insuperabile incertezza del risultato sperato. La possibilità di sopravvivenza, stimata in una percentuale superiore al 50%, esprime un giudizio causale e non la mera perdita di una chance".

Diagnosi in ritardo? Il paziente ha diritto al risarcimento anche per la mancata possibilità di curarsi.

La Corte di Cassazione, con una recente decisione (ordinanza n. 25480/2025), ha stabilito che quando un medico ritarda colpevolmente una diagnosi grave, il danno non è solo fisico.

Il paziente ha diritto al risarcimento anche se ha perso la possibilità di decidere come vivere gli ultimi momenti della sua vita.

Non sapere in tempo di essere malati può significare non poter scegliere cure palliative, trattamenti alternativi o, semplicemente, prepararsi con consapevolezza.

Secondo la Corte, ognuno ha il diritto di sapere e di scegliere per sé stesso, anche davanti a una malattia senza cura. E se questo diritto viene negato, è un danno da risarcire.

Una decisione importante, che cambia il modo di vedere la responsabilità medica e mette al centro la libertà del paziente.

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