Cassazione: quando un ex coniuge può restare nella casa familiare senza autorizzazione del giudice

(Cassazione, ordinanza n. 27589/2025 del 16 ottobre 2025)

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Nel ricorso per cassazione, il sindacato sulla motivazione della sentenza di merito è circoscritto alla verifica dell'esistenza, coerenza e perspicuità della motivazione stessa, rispetto al "minimo costituzionale" richiesto dall'art. 111, sesto comma, Cost., e dall'art. 132 n. 4 cod. proc. civ. La censura di insufficienza della motivazione non è ammissibile; la motivazione può essere contestata solo se totalmente mancante, meramente apparente, irriducibilmente contraddittoria, perplessa o obiettivamente incomprensibile emergendo dal testo della sentenza impugnata.

La sentenza

Con l’ordinanza n. 27589/2025, la Cassazione ha stabilito che l’ex moglie dovrà risarcire l’ex marito per aver continuato a vivere nella casa coniugale senza un titolo valido dopo la separazione. Il suo ricorso è stato respinto.

Il caso

Durante la separazione, nel 2005, il giudice aveva dato alla donna due possibilità: un assegno di mantenimento più alto se avesse lasciato la casa, oppure uno più basso se avesse scelto di restare. La scelta era stata confermata anche nella sentenza di separazione.

La donna aveva deciso di rimanere. In un primo processo questa scelta era stata ritenuta legittima, perché vista come una facoltà concessa dal giudice. Ma nei giudizi successivi Tribunale e Corte d’Appello hanno interpretato diversamente la sentenza di separazione: secondo loro, quella facoltà non esisteva più e quindi la permanenza era diventata abusiva.

Il principio stabilito

La Cassazione ha chiarito che quella iniziale possibilità di scelta poteva essere intesa come un’autorizzazione provvisoria. Ma era valida solo fino alla sentenza di separazione, che non prevedeva più alcun diritto di restare.

Da quel momento, non essendoci un provvedimento che assegnasse la casa, la permanenza della donna non era più giustificata. Per questo è stata considerata un’occupazione senza titolo.

Conclusione

L’ex moglie dovrà quindi risarcire l’ex marito per aver occupato l’abitazione senza diritto dopo la separazione. La decisione d’appello è stata confermata integralmente.

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