COMUNICATO STAMPA
Cronaca Brescia
Mercoledì 30 settembre 2026
CHIARI, SEQUESTRATO IMPIANTO A BIOGAS: INDAGINI SU OLTRE 144MILA TONNELLATE DI DIGESTATO
RIFIUTI E DIGESTATO SUI TERRENI AGRICOLI TRA BRESCIA E BERGAMO: QUATTRO PERSONE INDAGATE
CODACONS: «FATTI DI ESTREMA GRAVITÀ. CHIEDIAMO DI ACCERTARE LE POSSIBILI CONSEGUENZE SU SUOLO, ACQUE E PRODUZIONI AGRICOLE. L’ASSOCIAZIONE INTERVERRÀ NEL PROCEDIMENTO PENALE»
Chiari (Brescia) – Desta forte preoccupazione la nuova operazione condotta a Chiari, in provincia di Brescia, dai Carabinieri Forestali di Brescia insieme ai tecnici di ARPA Lombardia, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Brescia, che ha portato al sequestro preventivo di un impianto di produzione di energia da biogas e delle relative strutture aziendali.
Secondo quanto emerso dalle indagini – attualmente ancora nella fase preliminare e nel pieno rispetto della presunzione di innocenza delle persone coinvolte – nel periodo compreso tra il 2022 e il 2024 oltre 144mila tonnellate di digestato sarebbero state illecitamente smaltite su terreni agricoli situati tra le province di Brescia e Bergamo.
Quattro persone risultano indagate, mentre il profitto illecito contestato dagli inquirenti supererebbe gli 800mila euro.
Particolarmente rilevante sotto il profilo della tutela ambientale e della salute pubblica è l’ipotesi investigativa secondo cui il digestato avrebbe presentato concentrazioni di azoto superiori rispetto a quelle dichiarate e sarebbe stato successivamente distribuito su terreni agricoli di diversi Comuni delle province di Brescia e Bergamo.
L’inchiesta interessa, in particolare, i territori di Chiari, Coccaglio, Pontoglio, Cologne, Palazzolo sull’Oglio, Urago d’Oglio, Palosco e Mornico al Serio.
Le contestazioni formulate nell’ambito dell’indagine comprendono, a vario titolo, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, smaltimento illecito, falso e impedimento al controllo.
CODACONS: «ACCERTARE LE CONSEGUENZE AMBIENTALI SUI TERRITORI COINVOLTI»
Il Codacons Lombardia ritiene indispensabile che venga ora accertata non soltanto ogni eventuale responsabilità penale, ma anche l’effettiva portata delle possibili conseguenze ambientali delle condotte contestate.
«Quando si parla di oltre 144mila tonnellate di materiale che, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stato smaltito illecitamente su terreni agricoli, non è sufficiente fermarsi all’accertamento delle eventuali responsabilità individuali.
Occorre verificare con precisione che cosa sia stato effettivamente distribuito sui terreni, per quanto tempo e in quali concentrazioni, nonché accertare se vi siano state conseguenze per il suolo, le acque superficiali e sotterranee e le produzioni agricole delle aree interessate.
È fondamentale che i cittadini dei Comuni coinvolti possano conoscere con trasparenza gli esiti delle verifiche ambientali e gli eventuali rischi riscontrati».
CODACONS INTERVERRÀ NEL PROCEDIMENTO PENALE
Alla luce della rilevanza dei fatti contestati e della possibile lesione di interessi diffusi connessi alla salubrità dell’ambiente, alla sicurezza dei consumatori e alla tutela della collettività, Codacons preannuncia il proprio intervento nel procedimento penale, chiedendo di essere riconosciuto quale persona offesa e danneggiata dalle condotte oggetto d’indagine.
L’Associazione si riserva inoltre, qualora ne ricorrano i presupposti e si giunga alla fase processuale, di costituirsi parte civile nei confronti dei soggetti dei quali dovesse essere accertata la responsabilità, chiedendo il risarcimento dei danni arrecati agli interessi collettivi rappresentati.
Per informazioni e segnalazioni:
info@codaconslombardia.it
02.29408196





