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SANITA’ LOMBARDIA: MEDICI COSTRETTI AD INVENTARSI MALATTIE

8 Gennaio 2010


SANITA’ LOMBARDIA: MEDICI COSTRETTI AD INVENTARSI MALATTIE

 

DAL 1°  OTTOBRE 2009 CAMBIATE LE REGOLE PER LE PRESCRIZIONI: VIETATO “CONTROLLARE”

 

Alcuni medici di base hanno contattato il Codacons per denunciare le nuove regole in vigore in Lombardia in materia sanitaria.

Dal 1° ottobre scorso il sospetto diagnostico per le prescrizioni di specialistica ambulatoriale non può più essere posto in modo generico. La D.G.R. (Deliberazione Giunta Regionale) 11 giugno 2009 n. 8/9581, pubblicata sul Burl del 22 giugno 2009, ha stabilito, infatti, che “le prestazioni di specialistica ambulatoriale non corredate dal quesito o dal sospetto diagnostico prevalente correttamente esplicitato non possano rappresentare un costo per il Servizio Sanitario Regionale per le prescrizioni di prestazioni di specialistica ambulatoriale effettuate dal 1 ottobre 2009 in poi”.

In pratica non si può più usare, ad esempio, la semplice espressione “per controllo”, senza altra specificazione. Una regola che, secondo questi  medici di famiglia, li costringerebbe ad inventarsi diagnosi pur di far effettuare il controllo.

I medici si troverebbero, insomma, davanti ad una sorta di dilemma del prigioniero: o barano fingendosi ipocondriaci e paranoici, a loro rischio e pericolo, o i pazienti devono rinunciare a fare controlli preventivi, salvo abbiano già dei sintomi, ossia quando spesso è troppo tardi.

Unica eccezione prevista è per la prevenzione cerebrocardiovascolare o oncologica o metabolica. In questi casi “può essere esaustiva anche la motivazione di indagine clinico diagnostica per condizioni connesse alla prevenzione”. Come dire, solo nei casi gravi si può fare prevenzione, negli altri no!!!

La ragione di questa scelta sembra essere sottointesa nella deliberazione stessa, laddove si dice: “valutato di favorire l’assunzione condivisa di responsabilità, da parte dei medici e dei professionisti sanitari che operano nel territorio, nelle scelte di politica sanitaria e di governo clinico, sulla scorta di quanto definito nei diversi livelli della programmazione socio-sanitaria”. Tradotto: aiutateci a risparmiare i soldi!

Il che sarebbe giusto, se servisse solo ad evitare inutile sprechi e non andasse anche a scapito dei consumatori. Il Codacons chiede, quindi, alla Regione di chiarire e, nel caso, di rivedere questa deliberazione, valutando con maggiore attenzione i possibili effetti sui consumatori. Cosa succederebbe, infatti, se i medici di famiglia decidessero di rispettare alla lettera i nuovi dettami?

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