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Pane, pasta, prosciutto e latte, ma anche camicie, jeans e maglioni

23 Dicembre 2008


PERUGIA – Pane, pasta, prosciutto e latte, ma anche camicie, jeans e maglioni. Tutto a credito o quasi. L’altra faccia della crisi porta le cifre della spesa dilazionata e appuntata nel "librettino" stile anni ’50. Tutto questo alla vigilia di un cenone di Natale che per molti sarà più light mentre per altri sarà ricco come sempre; con la differenza che a fine mese questi ultimi dovranno passare dal negozio a saldare il conto o dovrà onorare le rate del credito concesso dai grandi supermercati. Per quanto riguarda il conto dell’alimentare si tratta di un ritorno, visto che la prassi della spesa a credito era molto diffusa negli anni ’50 ed è tornata nei Settanta. Per l’abbigliamento, invece, si tratta di una novità.  «Ci sono supermercati che hanno introdotto da tempo forme di credito al consumo legate alla spesa alimentre – osserva Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – ma tanti negozianti, anche delle città maggiori, sono tornati al "quadernetto" dove appuntano il conto e incassano a fine mese. E la tecnica si sta diffondendo anche nei negozi di abbigliamento, specie con i clienti abituali: a Foligno sono una decina gli esercizi che lo fanno». Vecchie abitudini rispolverate dalla crisi anche anche a Perugia, da Ponte Rio a Montegrillo. «Conosciamo titolari di supermercati medio-piccoli che in presenza di clienti in difficoltà, fanno loro credito. E’ un fenomeno che non può meravigliare se l’Istat dice che oltre il 5% delle famiglie anche in Umbria non ha soldi per mangiare». Intanto, mentre la corsa ai regali ed alla spesa sta assestando i suoi ultimi colpi, ecco scattare l’allarme soldi falsi anche tra le bancarelle. E’ successo nel capoluogo, presso il mercatino della Rocca Paolina e un 24enne napoletano è stato denunciato dalla polizia per aver tentato di cambiare 100 euro contraffatti.  Quanto ai soldi veri, quelli da spendere per allestire a casa il cenone o il pranzo di Natale, le offerte non mancano ma l’Adoc Umbria stima una spesa più alta del 4% rispetto ad un anno fa, mentre per il Codacons il pesce è più caro del 10% almeno.

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