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Nel 2008 inflazione record: +3,3% Ma in dicembre l’indice scende al 2,2%

5 Gennaio 2009


  In dicembre l’inflazione scende al 2,2% dopo il 2,7% di novembre, ma il tasso complessivo annuo si attesta al 3,3%, massimo dal 1996, raddoppiando quasi il livello del 2007, quando l’indice dei prezzi si era fermato all’1,8%. I dati dell’Istat rivelano dunque un quadro in deciso miglioramento sul fronte del costo della vita, dovuto soprattutto forte ribasso del petrolio e quindi dei prodotti legati all’energia. Ma, se il tasso complessivo rallenta, per molti beni di largo consumo come la pasta o il pane la frenata è davvero di poco conto. L’aumento dei prezzi risulta infatti ancora una volta a due cifre, anche se in diminuzione rispetto al tasso di inflazione di novembre. Secondo i dati provvisori dell’Istat, la pasta di semola di grano duro ha segnato il mese scorso un incremento del 28,2% dopo il 29,8% di novembre. In un mese i prezzi sono diminuiti dello 0,2%. Il trend è simile anche per il pane: rispetto a novembre i prezzi sono scesi dello 0,1% mentre rispetto a dicembre 2007 l’incremento è stato del 3,4% contro il 4,1% tendenziale registrato a novembre. Complessivamente il settore pane e cereali ha segnato un rialzo tendenziale del 7,8% tendenziale dopo l’8,4% di novembre. Il rallentamento è stato significativo tra gli alimentari per latte, formaggio e uova (da +5,6% a novembre a +4,7% a dicembre) e per le carni (da +3,2% a +2,8%). Luglio e agosto i mesi più "caldi" Il tasso d’inflazione si è dunque attestato al 3,3% nel 2008, toccando i massimi dal ’96, e facendo un bel balzo rispetto all’1,8% del 2007. Record anche per l’indice armonizzato europeo Ipca, con una media annua del 3,5%,ai massimi dalla sua entrata in vigore. I mesi in cui si è visto il maggiore aumento tendenziale dei prezzi sono stati luglio e agosto con un rialzo del 4,1%. Dopo l’impennata, è seguita la progressiva frenata fino all’ultimo 2,2%. Nel complesso, il tasso di inflazione registrato, in via provvisoria, dall’Istat a dicembre, è il più basso da ottobre del 2007, quando si arrivò al 2,1%. Ecco una tabella che riassume l’andamento dell’inflazione degli ultimi due anni, da gennaio 2007 a dicembre 2008 (indice Nic per l’intera collettività).  Gennaio 2007 1,7% Febbraio 1,8% Marzo 1,7% Aprile 1,5% Maggio 1,5% Giugno 1,7% Luglio 1,6% Agosto 1,6% Settembre 1,7% Ottobre 2,1% Novembre 2,4% Dicembre 2,6% ————————————- ANNUA 2007 1,8% ————————————- Gennaio 2008 3,0% Febbraio 2,9% Marzo 3,3% Aprile 3,3% Maggio 3,6% Giugno 3,8% Luglio 4,1% Agosto 4,1% Settembre 3,8% Ottobre 3,5% Novembre 2,7% Dicembre 2,2% ————————————- ANNUA 2008 3,3% ————————————- Eppure, nonostante il trend dei prezzi sia in ribasso, dalle rilevazioni del Codacons risulta che nel 2009 ogni famiglia spenderà molto di più rispetto all’anno appena passato.  "Ecco la stangata che si profila per gli italiani nel 2009, elaborata dal Codacons: ogni famiglia spenderà in media 605 euro in più rispetto a quanto speso nel 2008. Una scoppola inferiore a quella degli scorsi anni, ma che, aggiunta a quelle che si sono succedute ininterrottamente dal 2002 ad oggi, finisce per essere la classica goccia che fa traboccare il vaso e che rischia di mandare definitivamente sul lastrico le famiglie italiane", si legge in una nota dell’associazione consumatori. "Inoltre, il calo di molte voci è determinato da un fatto negativo, la recessione in atto.  In particolare a risentire del calo degli acquisti saranno le voci Abbigliamento e calzature (+19 euro), Mobili e articoli per la casa (+34 euro), Ricreazione, istruzione e ristorazione (+23 euro)", continua il Codacons. "Notizie realmente positive, invece, per i trasporti, che risentono della caduta del pezzo del petrolio e del conseguente abbassamento della spesa per carburanti che finisce quasi per compensare tutti gli aumenti delle altre voci inserite nei trasporti (pneumatici, ricambi, parcheggi, taxi, treni, autostrade), determinando alla fine un rialzo di appena 12 euro", continua la nota. "Gli alimentari guidano ancora una volta la classifica degli aumenti.  A pesare sul 2009 saranno, pero’, non i rialzi futuri, ma la crescita di prezzi che c’e’ stata nel corso di tutto il 2008, che finira’ per determinare un aumento del costo della vita di 299 euro a famiglia, nonostante ora si preveda un periodo di stabilita’ dei prezzi, sia per il calo del costo del grano che per quello dell’elettricita"’, aggiunge il Codacons. "Interessante la voce comunicazioni, che sarebbe stata in calo di 16 euro se non ci fosse stato l’aumento del canone Telecom da 12,14 a 13,40, 1,26 euro al mese che, con Iva, determinano un incremento di 18,14 euro su base annua. All’interno della voce Altri beni e servizi spiccano le banche che, evidentemente per rifarsi della crisi, aumenteranno di 28 euro il costo dei servizi finanziari (i mutui sono esclusi dalla voce, essendo un’estrapolazione dei dati Istat)", conclude la nota.        
 

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