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La “class action” slitta di altri sei mesi Insorgono le associazioni dei consumatori: e’ una vergogna, siamo indignati

19 Dicembre 2008


 ROMA Slitta di altri sei mesi l’entrata in vigore della "class action". L’azione collettiva risarcitoria per i consumatori sarebbe dovuta diventare operativa dal primo gennaio 2009, ma il termine viene prorogato a giugno 2009. È quanto prevede il dl Milleproroghe all’esame del Consiglio dei ministri. L’entrata in vigore precedentemente bloccata per un anno, secondo quanto si legge nel testo del decreto, viene congelata adesso per 18 mesi. «Vergogna! Siamo indignati»: così in una nota i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, dopo la decisione del governo di posticipare di 6 mesi l’entrata in vigore della class action. «Questa legge, approvata durante la precedente legislatura, è stata prima rimandata dal Governo Berlusconi, con l’obiettivo di migliorarla; oggi, dopo aver peggiorato la legge eliminando la retroattività, viene ulteriormente rinviata di altri 6 mesi; spiegano Trefiletti e Lanutti è evidente che gli obiettivi sono altri. Il Governo e la Confindustria vogliono rendere impossibile l’azione di risarcimento per i danni subiti dai cittadini nelle truffe Cirio, Parmalat, ecc. e vogliono rimandare il più possibile l’attuazione della legge stessa. Ad essere danneggiati dall’atteggiamento del Governo sono i cittadini, direttamente danneggiati dalle truffe e tutti le imprese che, nel mercato, operano nel pieno rispetto delle regole. La "class action", infatti, per le Associazioni dei Consumatori rappresenta non l’occasione per regolamenti di conti ed attacchi indiscriminati alle imprese, ma doveva e dovrà essere un forte deterrente contro truffe e raggiri da parte delle imprese e un forte incentivo per un funzionamento del mercato trasparente ed efficace. Per questi motivi concludono le imprese sane, che operano correttamente nei confronti dei cittadini e che sono, in Italia, la stragrande maggioranza, dovrebbero essere favorevoli e non resistere all’attuazione immediata della legge».  «Non è altro che l’ennesima truffa a danno dei consumatori italiani», commenta il presidente Codacons, Carlo Rienzi. «Ci avevano promesso non solo che la class action sarebbe stata introdotta in Italia il prossimo primo gennaio prosegue Rienzi ma addirittura che sarebbe stata estesa anche alla Pubblica Amministrazione. Ora si assiste al nuovo rinvio, di fatto una presa in giro per i cittadini che continuano ad essere vessati da imprese ed enti vari». Il nuovo rinvio non piace nè al Partito democratico nè all’Italia dei Valori. «È una presa in giro dei cittadini afferma Andrea Lulli che il governo porta avanti senza vergogna». Per il partito di Antonio Di Pietro si tratta dell’ennesima dimostrazione del fatto che «l’esecutivo ha a cuore solo gli interessi accusa il deputato dell’Idv Antonio Borghesi del proprio presidente».

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