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La Class action non s’ha da fare

19 Dicembre 2008


 Il governo Berlusconi ha rinviato di altri sei mesi l’entrata in vigore della legge sulla Class action, che permette azioni collettive di risarcimento da parte dei cittadini contro aziende che hanno truffato, come la Parmalat. La decisione è stata presa dal consiglio dei ministri, sollevando un coro di proteste da parte delle associazioni dei consumatori e dell’opposizione. Il governo aveva già fatto slittare dal luglio scorso l’entrata in vigore della legge, voluta dal governo Prodi, annunciando revisioni che non ci sono state. Se non peggiorative, come la cancellazione della retroattività. «Vergogna! Siamo indignati», hanno fatto sapere in una nota i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. «Questa legge, approvata durante la precedente legislatura, è stata prima rimandata dal governo Berlusconi, con l’obiettivo di migliorarla; oggi, dopo aver peggiorato la legge eliminando la retroattività, viene ulteriormente rinviata di altri 6 mesi ed è evidente che gli obiettivi sono altri. Il governo e la Confindustria vogliono rendere impossibile l’azione di risarcimento per i danni subiti dai cittadini nelle truffe Cirio, Parmalat, ecc. e vogliono rimandare il più possibile l’attuazione della legge stessa. Ad essere danneggiati dall’atteggiamento del governo sono i cittadini, direttamente danneggiati dalle truffe e tutti le imprese che, nel mercato, operano nel pieno rispetto delle regole. La Class action, infatti, per le Associazioni dei Consumatori rappresenta non l’occasione per regolamenti di conti ed attacchi indiscriminati alle imprese, ma doveva e dovrà essere un forte deterrente contro truffe e raggiri da parte delle imprese e un forte incentivo per un funzionamento del mercato trasparente ed efficace. Per questi motivi – concludono – le imprese sane, che operano correttamente nei confronti dei cittadini e che sono, in Italia, la stragrande maggioranza, dovrebbero essere favorevoli e non resistere all’attuazione immediata della legge».  «Non è altro che l’ennesima truffa a danno dei consumatori italiani», commenta il presidente Codacons, Carlo Rienzi. «Ci avevano promesso non solo che la class action sarebbe stata introdotta in Italia il prossimo 1 gennaio – prosegue Rienzi – ma addirittura che sarebbe stata estesa anche alla Pubblica Amministrazione. Ora si assiste al nuovo rinvio, di fatto una presa in giro per i cittadini che continuano ad essere vessati da imprese ed enti vari».  Il Codacons ha annunciato un esposto al Tribunale delle Anime contro il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, e contro tutti i ministri dell’attuale governo. Il rinvio resta un pessimo segnale. L’ Italia dei Valori di Antonio Di Pietro accusa il governo di «difendere gli illeciti finanziari». «L’ennesimo slittamento della operatività della class action la dice lunga e la dice soprattutto davvero tutta sui veri interessi che il governo delle destre protegge: quelli dei grandi potentati economici e dei veri truffatori all’italiana dei lavoratori e dei risparmiatori», ha detto Paolo Ferrero, segretario del Prc. Per Andrea Lulli, capogruppo Pd in commissione Attività produttive della Camera, «il governo è responsabile del boicotaggio di una legge innovativa e moderna, varata dal governo Prodi, che avrebbe fatto fare un passo in avanti al nostro Paese, avvicinando la qualità dei servizi per i cittadini agli standar europei. Ormai è chiaro a tutti che alla destra non interessa niente se i consumatori hanno servizi scadenti e i responsabili di ciò restino impuniti e non vengano chiamati a rendere conto del proprio operato; fra questi ci sono anche i beneficiari delle concessioni pubbliche».

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