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Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, lancia l’ennesimo appello all’ottimismo

28 Dicembre 2008


 Roma. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, lancia l’ennesimo appello all’ottimismo. Suffragato questa volta da un «sondaggio» personale con il leader della Confcommercio, Carlo Sangalli, che smentisce il crollo dei consumi denunciato dai consumatori (confermato però venerdì dal vicepresidente di Confcommercio Maurizio Maddaloni). «Ho sentito il presidente dei commercianti – rivela il premier – e mi ha detto che non c’è stato nessun calo per gli alimentari. Anche gli altri generi si sono mantenuti agli stessi livelli degli altri anni». Una tesi che manda su tutte le furie gli esponenti dell’opposizione: «Ottimismo irreale». E che smentisce la Cgil: «Il calo c’è stato». Il sindacato guidato da Guglielmo Epifani fa anche sapere che nel 2008 le retribuzioni sono aumentate del 3,5-3,5%, lo stesso livello dell’inflazione. «Il che significa che sono rimaste ferme», spiega il segretario confederale Agostino Megale. Duello di numeri. Berlusconi, invece, non ha dubbi e va avanti per la sua strada: «Dobbiamo avere fiducia e continuare con il nostro stile di vita, aiutando chi si trova in difficoltà. Il governo si impegnerà affinché il 2009 non sia così terribile». Ma l’Osservatorio nazionale della Federconsumatori stima un crollo dei prossimi saldi del 30%.  Una vera e propria debacle, dopo lo scivolone dei consumi natalizi del 20% denunciato venerdì da Adusbef e Codacons. Di tutt’altro segno, invece, le previsioni che arrivano dalla Federmoda-Confcommercio, secondo la quale da una prima valutazione sui consumi di Natale, «gli accessori di abbigliamento hanno tenuto e le aspettative per l’andamento dei saldi sono buone perché la stagione autunno-inverno, che ha fatto registrare consumi deboli, ha determinato elevate giacenze di magazzino. E saldi anti-crisi, annuncia la Fipe-Confcommercio, sono previsti per il cenone di fine anno. Il governo-ombra. Più preoccupati gli esponenti dell’opposizione. Per il viceministro del Lavoro nel governo ombra del Pd, Cesare Damiano, «l’ottimismo a buon mercato del presidente del Consiglio si scontra con la realtà». In una crisi come questa – sottolinea Pierluigi Bersani – diventa essenziale ridurre le tasse a chi guadagna bene. Un obiettivo che si può raggiungere se si tiene a un livello decoroso la fedeltà fiscale». Critiche dall’Udc: «Negare, come fa il premier, la grave crisi in cui versano le famiglie è da irresponsabili, così come lo sarebbe attribuire al governo la colpa della difficile situazione», sostiene Gian Luca Galletti. Le retribuzioni. In allarme i vertici della Cgil. Se la crisi avanza, spiegano nel quartier generale del sindacato guidato da Epifani, le retribuzione restano al palo. A fine 2008, secondo uno studio del centro studi dell’organizzazione di Corso d’Italia, le buste paga sono rimaste praticamente ferme, chiudendo alla pari con il tasso di inflazione, vale dire con un incremento del 3,4-3,5%. Questo significa che i salari saranno solo nominalmente più alti rispetto al 2007, ma si tratta di un effetto «ottico», annullato dall’aumento del carovita. Ma non basta. L’andamento dei redditi sta penalizzando sempre di più operai e impiegati. Tra il 2002 e il 2008 le famiglie con a capo un dipendente hanno perso 1.600 euro, a cui vanno aggiunti 360 euro di mancato recupero di fiscale drag solo per quest’anno. Nello stesso periodo, imprenditori e dirigenti hanno invece goduto di un aumento di reddito di oltre 9mila euro.
 

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