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IL GOVERNO BERLUSCONI DA’ L’ULTIMO SCHIAFFO DELL’ANNO AI CONSUMATORI

30 Dicembre 2005


Un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e alla Corte dei Conti è stato inoltrato oggi da Intesaconsumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) per denunciare l’ultimo ?schiaffone dell’anno? dato in faccia ai consumatori dal governo Berlusconi. Nonostante una legge preveda l’obbligo di destinare le multe derivanti dal pagamento che le società private fanno per sanzioni dell’Antitrust alle associazioni dei consumatori, il ministro Tremonti si rifiuta di autorizzare il pagamento di 200.000,00 euro alle associazioni dei consumatori. Inutili le richieste dell’ufficio dei consumatori del Ministero delle Attività Produttive rivolte ad ottenere il rispetto della legge: ? Tremonti ? sostengono Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori ? rispetta solo la legge che gli consente di regalare milioni di euro ai dipendenti del suo ministero ma si guarda bene dal firmare il decreto per l’iscrizione in bilancio dei pochi fondi che darebbero ai cittadini strumenti più efficaci per la difesa dei loro diritti?.
Il capo di gabinetto delle attività produttive dopo il parere favorevole della Camera e del Senato ha scritto più volte al capo di gabinetto del ministero dell’Economia Vincenzo Fortunato chiedendo di firmare il decreto poiché dopo il 31/12 i pochi denari per aiutare i cittadini finirebbero nel calderone delle regalie di Stato.
Ora i consumatori chiedono alla Procura della Repubblica di Roma e alla Procura Generale della Corte dei Conti di accertare cosa ci sia dietro questo rifiuto di ottemperare ad una precisa legge dello Stato che prevede che i fondi delle multe Antitrust siano utilizzate per sostenere la difesa dei consumatori, e se in tale rifiuto non sia ravvisabile un omissione di atti di ufficio a carico del ministro Tremonti con un gravissimo danno per le attività di tutela dei consumatori.
Alla Corte dei Conti si chiede poi di accertare se vi siano illegittimità o conflitti di interesse nella concessione da parte del Ministro dell’Economia di centinaia di miliardi ai suoi stessi dipendenti.





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