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Il commercio si affida alla stagione dei saldi Dal 2 gennaio via agli sconti

30 Dicembre 2008


   I negozi italiani hanno i magazzini pieni di vestiti che quest’anno non sono riusciti a vendere. Contano di liberarsene da questa settimana, grazie all’avvio della stagione dei saldi invernali. Venerdì Napoli, Trieste e Potenza saranno le prime città ad aprire il periodo dei ribassi, sabato toccherà a Roma, Milano e Palermo. Poi tutte le altre a ruota, fino ad Aosta, che inizierà il 10 gennaio. Su come si comporteranno stavolta le famiglie italiane i commercianti sono ottimisti, le associazioni dei consumatori no. Le previsioni sono molto diverse. Confcommercio sostiene che approfitteranno dei saldi 16 milioni di famiglie, ognuna spenderà in media poco meno di 450 euro, e se andrà così i negozianti incasseranno 6,8 miliardi, che rappresenterebbero il 19,5% del loro fatturato annuo. Le organizzazioni dei consumatori hanno altre cifre.  Le famiglie vivono una situazione «drammatica» dicono Adusbef, Federconsumatori e Codacons, meno di 11 milioni faranno acquisti, spendendo ognuna 317 euro: i negozianti, in questo caso, dovrebbero accontentarsi di incassare 3 miliardi e 400 milioni di euro, il 30% in meno rispetto a un anno fa. Solo a marzo, quando la stagione dei saldi invernali si concluderà, si potrà sapere chi aveva ragione. Saranno certamente mesi particolari. Ci aspettano «saldi-anticrisi» spiega Roberto Manzoni, presidente della Federazione moda di Confesercenti: per i negozianti «saranno una sorta di ultima spieggia per tentare di contenere le perdite, e per i consumatori un’occasione per acquistare a prezzi accessibili». L’autunno è stato più caldo del solito e per questo le vendite dei capi invernali sono partite più tardi del consueto. I negozi hanno bisogno di «alleggerire i pesanti magazzini» per tentare di fare quadrare dei conti non buoni. Lo sconto medio sarà del 40%, aggiun- ge Renato Borghi, presidente di Federazione moda italia, associazione che aderisce a Confcommercio. Qualcuno ipotizza ribassi «all’inglese», sconti del 90% sul modello di quello che stanno facendo alcuni grandi magazzini londinesi: la catena Selfridge ha fatto saldi al 90% per un’ora sabato scorso, incassando 1 milione di sterline per vestiti che pochi giorni prima ne costavano 10. Da Confcommercio invitano ad andarci piano: chi fa sconti del 70-80%, avverte Manzoni, «non può garantire serietà e qualità e utilizza i saldi come specchietto per le allodole dopo avere venduto prodotti scontati tutto l’anno. I super-sconti si potrebbero vedere nelle ultime settimane di saldi, se le vendite dovessero andare davvero male. I negozianti arrivano da un anno pessimo: gli acquisti sono in calo da marzo, nel periodo gennaioottobre il calo delle vendite è stato dell’1,2% in valore e del 2,8% in quantità. Anche i saldi estivi sono andati male, con incassi da 3,8 miliardi di euro, il 5% in meno rispetto alla stagione 2007. E già quelli dell’inverno scorso erano stati molto deludenti. Dopo un’impennata iniziale delle vendite (+25% la prima settimana) i saldi dell’inverno 2007 si erano chiusi con un aumento molto risicato, compreso tra il 3 e il 4%. In momenti di difficoltà, spiegano le associazioni, la gente approfitta degli sconti per fare solo gli acquisti necessari. In tempi di recessione saranno pochi gli italiani che vedranno i saldi come occasione per concedersi quei lussi che per tutto l’anno non si potevano permettere.
 

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