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Il codacons protesta Multe, piu’ di 850 mila ricorsi

8 Gennaio 2009


 Una valanga di ricorsi ha invaso nell’anno che si è appena concluso gli uffici della Prefettura. I romani contestano le multe stradali elevate a loro carico al ritmo di una su due. Di questo passo si è arrivati nel 2008 a circa 700 mila ricorsi presentati in Prefettura (su un totale di oltre 1 milione e 400 mila multe emesse nel solo Comune di Roma), ai quali vanno aggiunti i 150 mila, secondo i dati previsionali 2008, portati davanti al Giudice di Pace. Per un totale di 850 mila ricorsi. Smaltiti a ritmo di lumaca. I tempi medi perché dal momento del deposito del ricorso si arrivi alla «convocazione» sono, infatti, di 12 mesi, ma non di rado si arriva a 15-16. Gli uffici della Prefettura di via Ostiense lavorano carenti di personale. «Per le audizioni – conferma un impiegato dietro garanzia che non venga fatto il suo nome – siamo soltanto in sei. Lei capisce perché i tempi sono così lunghi» . Nel frattempo, dietro l’angolo, c’è il rischio che arrivi una cartella esattoriale della Gerit finendo nel paradosso di dover subire un procedimento esecutivo ancora prima di aver fatto valere, eventualmente, le proprie ragioni. Nel passato era praticamente la prassi. Tanto che l’ex prefetto di Roma Achille Serra e l’ex assessore al Bilancio del Comune Marco Causi inaugurarono mesi fa il sistema informatico «Sana» destinato a gestire i ricorsi con velocità e senza errori. Quindi per i ricorsi presentati da maggio 2007 disguidi «tipo» cartelle esattoriali Gerit arrivate al cittadino prima di vedersi discutere il ricorso, non sarebbero dovuti più accadere. «In realtà – osserva Gabriele Di Bella, dirigente sindacale della Polizia municipale di Roma – il sistema ha dimostrato di non funzionare se come accade ancora oggi un cittadino, e io ne sono stato testimone, si vede comunicare il fermo della macchina nel mese di febbraio 2008 e poi a settembre dello stesso anno gli arriva a casa un avviso bonario nel quale si avverte che se non pagherà entro i termini gli verrà applicato il fermo amministrativo».  Di casi come questo ce ne sono centinaia, dicono anche dal Codacons che si chiede che fine abbia fatto il concordato promesso in campagna elettorale dal sindaco Alemanno. Gli avvocati dell’associazione dei consumatori sono sommersi di richieste di intervento da parte dei cittadini, «vessati» dalle contravvenzioni. Quando non scattano i pignoramenti della casa per una serie di multe scadute che erano state contestate e per le quali si era anche vinto il ricorso. «Il problema – ci dice un altro avvocato esperto del settore – è nella comunicazione tra Gerit e creditori, cioé le istituzioni e gli enti pubblici che affidano alla società la riscossione di tasse e tributi. Il cittadino che ricorre o che addirittura vince non ha la certezza che la procedura di riscossione si blocchi finché il creditore non dà l’ordine di desistere».  

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