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“Il 5,3% delle famiglie non ha i soldi per comprare il cibo” L’Istat: Sud maglia nera

23 Dicembre 2008


 ‘ ROMA ‘ PIÙ DIFFICOLTÀ anche solo nel procurarsi cibo, medicine, abiti necessari. L’allarme è contenuto nell’indagine annuale dell’Istat sulla distribuzione del reddito nel 2006 e sulle condizioni di vita a fine 2007, quando, rispetto a 12 mesi prima, è salita dal 4,2 al 5,3% la quota di famiglie che ha dichiarato di non aver avuto i soldi per il cibo almeno una volta nel corso dell’anno. Gli altri dati non sono più incoraggianti: salgono dal 10,4 al 10,7% le famiglie che non riescono a riscaldare la casa, dal 10,4 all’11,1% quelle che hanno vissuto «momenti con insufficienti risorse» per le spese mediche, dal 16,8 al 16,9% i cittadini in difficoltà per l’acquisto di abiti. In calo è solo la quota di famiglie in arretrato nel pagamento delle bollette (dal 9,3 all’8,8%). COSÌ, il 15,4% delle famiglie (in aumento dal 14,6% del 2006) ha dichiarato di arrivare con molta difficoltà alla fine del mese, mentre il 32,9% ritiene di non essere in grado di far fronte a una spesa imprevista di 700 euro. Dati «drammatici», commenta il leader del Pd Walter Veltroni. Mentre l’indagine sui redditi 2006 indica che la metà delle famiglie italiane ha potuto contare su meno di 1.924 euro al mese. E’ il dato netto mediano (in aumento del 2,8% rispetto all’anno precedente, ossia più del 2,1% dell’inflazione). L’analisi conferma forti diseguaglianze tra Nord e Sud del Paese, ma anche tra ricchi e poveri del Meridione che restano separati da un divario ancora più ampio. Le caratteristiche di distribuzione del reddito, che hanno visto l’Italia all’ultimo posto dei 15 paesi europei monitorati da Eurostat, restano «sorprendententemente stabili», rilevano gli esperti. LE FAMIGLIE soffrono, e di più al Sud, con «segnali di disagio marcati rispetto al resto del Paese». Soprattutto in Sicilia, dove ad aver avuto problemi per l’acquisto del cibo è il 10,1% delle famiglie. Qui è addirittura il 26,3% ad arrivare a fine mese con «molta difficoltà». A Trento si registra il risultato migliore: ad arrancare è solo il 3,3% dei nuclei familiari. Al Nord, l’Istat ha rilevato «maggiori segni di disagio» in Piemonte, al centro nel Lazio. Il tipo di famiglie con meno difficoltà è quella delle coppie senza figli (l’11,2% di queste ha problemi). Dato che sale al 25% per le coppie con almeno 3 figli. L’ associazione dei consumatori Codacons calcola che «22,5 milioni di italiani non arrivano a fine mese» e, assieme a Federconsumatori, invoca «risposte concrete» dal governo.

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