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I consumatori chiedono per domani uno “shopping day” con sconti generali del 30 per cento

22 Dicembre 2008


 ROMA – La crisi non risparmia il Natale. Le le prime indicazioni che giungono dalle associazioni dei consumatori indicano per il 2008 una campagna dei regali sottotono. Perfino i mercatini di Natale, ospitati in questi giorni nelle principali piazze italiane, insidiati anche dalle promozioni di ipermercati ed outlet, vedranno quest’anno, secondo le stime di Telefono blu, ridursi il volume di vendite del 17%. Il clima di sfiducia delle famiglie, evocato anche sabato dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nella conferenza stampa di fine anno, sta provocando una contrazione dei consumi nel mese tradizionalmente più dedicato agli acquisti e una selezione degli oggetti destinati a finire sotto l’albero. Una tendenza che, salvo sorprese, proietta le aspettative dei commercianti sulla ormai imminente stagione dei saldi. Non sono pochi, stando alle prime stime, gli italiani che concentrano gli acquisti natalizi su generi alimentari, libri e regali «utili», rinviando le spese per abbigliamento, calzature e accessori ai primi di gennaio, quando le vetrine esporranno la merce in saldo. La prima città a partire, come ormai tradizione, sarà Napoli dove, fra poco più di una decina di giorni (venerdì 2 gennaio), i negozi potranno vendere la merce rimasta a prezzo ribassato. Il capoluogo partenopeo non sarà però il solo, quest’anno, ad avviare i saldi dal giorno dopo Capodanno: sempre il 2 partirà anche Trieste, che andrà avanti fino al 30 marzo. Nella maggior parte delle città (Roma, Milano, Palermo, Bari, Catanzaro, Genova, Bologna, Venezia e Torino) bisognerà invece aspettare il giorno successivo, sabato 3 gennaio. Così anche a Piacenza. Il giorno dell’Epifania, 6 gennaio, sarà la volta di Ancona. A Firenze, Potenza e Perugia l’ora "X" scatterà il 7 gennaio, mentre a Cagliari l’8 gennaio. Più in là partiranno Aosta e l’Aquila (10 gennaio) e per ultima Campobasso (15 gennaio). I consumatori avranno tempo tra sei settimane e due mesi per gli acquisti a prezzo ribassato, prestando la massima attenzione al cartellino del prezzo che dovrà mostrare tre numeri: il prezzo originario del prodotto, la percentuale di sconto e il prezzo finale. Secondo Adusbef e Federconsumatori, infatti, questa stagione di ribassi sarà «molto fredda» e solo il 45% delle famiglie, pari a 10,8 milioni di persone, ne approfitterà. E c’è intanto chi chiede per domani uno "shopping day" per risollevare i consumi natalizi, che quest’anno mostrano appunto una netta flessione, ad eccezione del comparto del lusso.  Lo ha chiesto Carlo Rienzi, presidente del Codacons, dopo il monitoraggio delle vendite in questo ultimo week-end di Natale. «Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno – si legge in una nota – si registra una riduzione dei consumi mediamente del 15%, che però non tocca tutti i settori. Infatti il settore del lusso fa registrare vendite stabili rispetto al 2007 con negozi quali Gucci, Prada, Bulgari, Damiani e simili, a Roma come a Milano, che sembrano non risentire affatto della crisi economica in atto, così come l’hi-tech, che registra vendite con segno positivo». Rienzi, «come ultimo tentativo per dare una spinta ai consumi in picchiata», chiede ai commercianti «di indire per il prossimo 23 un giorno di "shopping day", ossia applicare per un solo giorno sconti del 30% su tutta la merce in vendita, così da consentire ai cittadini di acquistare gli ultimi regali a prezzi scontati, e dare un ultimo impulso alle vendite attualmente in picchiata».

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