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GDF, GENERALE SPECIALE: I CITTADINI NON VOGLIONO ?BARATTI? PER LE NOMINE DEI MAGISTRATI..

3 Giugno 2007


Il gen. Roberto Speciale della Guardia di Finanza avrebbe dichiarato al Corriere della Sera che il Governo, nella persona del Ministro dell’economia Padoa Schioppa, gli avrebbe offerto un ?baratto? ossia le sue
dimissioni in cambio di una nomina alla Corte dei Conti.

Il Codacons non entra nel merito delle responsabilità dei singoli
soggetti coinvolti, ma non può esimersi dal criticare questo modo di procedere. Infatti, quando un alto funzionario dello Stato non è idoneo a svolgere il suo compito, esistono istituti giuridici chiari e
controllabili per rimuoverlo, purchè ovviamente l’atto sia adeguatamente motivato alla luce della legge e dell’art. 97 e 113 della
Costituzione. Quel che appare inammissibile – afferma il Codacons – specie a chi da decenni si rivolge alla Magistratura contabile e di
controllo Corte dei Conti per denunciare abusi e illegalità, è che una nomina a tale ruolo di assoluta rilevanza per i cittadini sia fatta per ?baratto?, ossia come rimedio per evitare scandali o altre misure.

La deliberazione del Consiglio di Presidenza della Corte dei Conti del
23-24 novembre 2005 stabilisce chiaramente che per le nomine dei
consiglieri da assegnare a soggetti esterni nell’ambito della aliquota
riservata al Governo, siano seguite procedure e accertati requisiti.

Ossia occorre che il designato sia pure un dirigente di prima fascia di
Ministeri ma ?purchè comunque sulla base della attività svolta, degli
studi giuridici amministrativi e/o economici finanziari compiuti e
delle doti attitudinali, dimostrino piena idoneità all’esercizio delle
funzioni da svolgere presso la Corte dei Conti?(art.12)?.

Ma la cosa a nostro giudizio più rilevante è che l’assegnazione non è
atto del Governo il quale può solo fare una proposta mentre spetta ad
altro organo, il Consiglio di Presidenza della Corte appunto, la
competenza ad assegnare tali funzioni al proposto sulla base di
requisiti oggettivi e controllabili.
Per tali motivi il Codacons ha presentato oggi stesso un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, in cui si chiede di accertare i fatti e le responsabilità connesse, alla luce dell`eventuale abuso di atti d`ufficio.

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