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GAS: ?SOLO QUALCHE PICCOLO AUMENTO??

26 Gennaio 2006




Il ministro delle Attività Produttive, Claudio Scajola, anche oggi ha affermato che nelle bollette dell`energia elettrica ci sarà qualche piccolo aumento, in conseguenza del decreto che permette di riattivare alcune centrali ad olio combustibile, per fronteggiare il ridotto afflusso di gas dalla Russia.

Due giorni fa, in occasione della presentazione del decreto sulla riduzione della temperatura da 20 a 19 gradi centigradi e di 1 ora al giorno, riassunto da Intesaconsumatori con lo slogan ?meno gas per tutti?, non aveva escluso qualche lieve aumento delle tariffe del gas.

Le tariffe elettriche per le famiglie hanno un’incidenza superiore al 30 per cento della media europea ? afferma Intesaconsumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) – costano infatti oltre 400 euro l’anno,contro una media di 285 euro della media europea; le tariffe del gas, costano circa 1.000 euro in media per i consumatori italiani, contro una media di 700 euro dei consumatori europei.

Intesaconsumatori, pur criticando l’assenza di una seria politica energetica di un Governo che non si è impegnato a valorizzare fonti alternative al petrolio ed al metano, ritenendo che i cittadini, che aderiranno all’invito al risparmio, abbiano più senso delle istituzioni del primo ministro, ritengono che gli aumenti delle bollette di luce e gas saranno superiori alla riduzione dei consumi, per foraggiare guadagni stratosferici di monopolisti ed oligopolisti che in una fase così delicata dovrebbero farsi carico dei problemi rinunciando a parte degli utili conseguiti sulla pelle dei consumatori in un regime poco concorrenziale.

Intesaconsumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) continua a chiedere al governo una inversione di tendenza nelle politiche energetiche con modernizzazioni ed allargamento delle reti di distribuzione di carburanti alla grande distribuzione, sgravi fiscali sull’Iva, equiparata ad un’aliquota del 10 per cento per il gas, un riordino di Iva ed accise, costate finora, a causa della mancata neutralità fiscale, ben 5 miliardi di euro ai consumatori, con un gravame di 250 euro a famiglia.





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