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FUMO: TURCO, VIETARE VENDITA SIGARETTE A MINORI 18 ANNI

31 Maggio 2007







La proposta avanzata oggi dal Ministro della salute Livia Turco di vietare la vendita di sigarette ai minori di anni 18 è per il Codacons assolutamente inutile, oltre che pericolosa. Inutile perché ? spiega l’associazione ? in Italia non esistono controlli sulla vendita di sigarette, e la riprova arriva proprio dai distributori automatici, accessibili a chiunque e spessissimo aperti anche in orari vietati. Pericolosa perché lascia intendere che dopo i 18 anni si possa fumare senza limitazioni di sorta, quando invece il fumo provoca danni anche superata la maggiore età.

Quanto al divieto di fumo nei luoghi pubblici e di lavoro ? prosegue il Codacons ? ricordiamo al Ministro che da decenni esistono leggi in tal senso, e che oggi anche il fumo passivo è considerato come causa di malattie professionali.



Una nuova fase della lotta al tabagismo è stata annunciata oggi dal Codacons, nel corso del consueto convegno organizzato dall’Iss, al quale ha partecipato come relatore il Presidente dell’associazione, Carlo Rienzi.

Proprio Rienzi, nella giornata mondiale senza tabacco, ha presentato agli operatori sanitari e alla stampa l’importante iniziativa a tutela della salute dei cittadini.

Si tratta di un ricorso al Tar del Lazio, finalizzato a far inserire le sigarette all’interno dell’elenco delle sostanze che provocano dipendenza.

Il Decreto del Ministero della salute n. 96 del 5 aprile 1997 inserì a suo tempo nuove sostanze nelle tabelle che individuano le sostanze stupefacenti e psicotrope.

Da recentissime pubblicazioni apparse sulla rivista scientifica internazionale THE LANCET, si apprende che alcol e tabacco sono “droghe socialmente accettate, ma addirittura più pericolose rispetto all`ecstasy“; gli studiosi propongono di riclassificare tutti gli stupefacenti non più per semplici categorie, ma per quantità di danni provocati in chi le assume. Gli stessi hanno spiegato come le regole finora seguite per la divisione delle droghe in più o meno rischiose erano poco trasparenti e accurate e dunque di scarsa utilità per elaborare i messaggi di salute rivolti alla popolazione, individuando tre fattori principali che insieme determinano la nocività associata all`abuso di qualsiasi droga. Sono il danno fisico, la tendenza a creare dipendenza e l`effetto sui rapporti familiari e sociali?.

Sulla base di tali parametri sono state effettuate rigorose ricerche scientifiche, i cui risultati inseriscono il tabacco fra le dieci sostanze ritenute più pericolose.
Alla luce delle nuove ricerche, il decreto del 1997 appare obsoleto e pertanto è stato impugnato dinanzi al Tar Lazio dal Codacons.

Il fumo di tabacco ? sostiene l’associazione nel ricorso – contiene nicotina, un composto alcaloide ad attività neurotropa con effetti anche sul sistema cardiovascolare e sul metabolismo, capace di indurre assuefazione nei fumatori. Oltre allo stretto legame di tipo psicologico, dunque, esiste anche un grado di dipendenza fisica variabile da soggetto a soggetto, presumibilmente maggiore nei forti fumatori e dipendente dall’assorbimento della nicotina.
Una tale verità scientifica è stata poi recepita anche dal legislatore che ha imposto nel 2003 di riportare sui pacchetti di sigarette la scritta il fumo ?provoca una elevata dipendenza?. La dipendenza che si innesca nell’ambito psicologico non è privo di effetti in quanto crea dei danni gravissimi alla salute degli utilizzatori e di coloro che ne subiscono gli effetti, indirettamente, in qualità di fumatori passivi .

Alla luce dei recenti studi scientifici, il Ministero della salute avrebbe dovuto aggiornare l’elenco delle sostanze che creano dipendenza, inserendo la nicotina.
Per tutti i motivi sopra esposti il Codacons ha chiesto al Tar di sospendere il provvedimento impugnato e di accertare mediante consulenza tecnica d’ufficio se la nicotina sia una sostanza capace di produrre effetti sul sistema nervoso centrale e se comporti effetti di dipendenza fisica e/o psichica nei soggetti fumatori.

?Se il Tar ci darà ragione ? conclude il Presidente Carlo Rienzi ? non solo lo Stato rischia di diventare spacciatore, ma potrà essere fissata una misura massima detenibile di sigarette, con la positiva conseguenza che si limiterebbe del 40% il numero dei fumatori in Italia, e il numero delle vittime potrebbe scendere di circa 30.000 unità all’anno?.

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