DERAGLIAMENTO PIOLTELLO, DALLA PARTE DEI PASSEGGERI




DERAGLIAMENTO PIOLTELLO: DALLA PARTE DEI PASSEGGERI

L’Associazione ha deciso di intervenire in favore dei passeggeri coinvolti nell’incidente, costituendosi parte civile nel procedimento penale instaurato. Tutti coloro i quali si trovavano sul treno deragliato possono chiedere il dovuto risarcimento tramite il Codacons, cliccando su

L’Associazione è a disposizione dei passeggeri coinvolti nell’incidente ferroviario di Pioltello per chiedere il risarcimento dei danni subiti.

I FATTI

Il 25 gennaio 2018 il treno regionale 10452 di Trenord, carico di pendolari, proveniente da Cremona e diretto a Milano Porta Garibaldi, deragliò poco dopo essere uscito dalla stazione di Pioltello-Limito, in direzione Milano. Alle ore 6:57, tra la fermata di Treviglio e quella di Milano Lambrate, mentre il treno viaggiava a circa 140 chilometri orari , tre vagoni passeggeri uscirono dai binari. I vagoni sviati avanzarono ancora per un breve tratto, finché uno di essi colpì in sequenza due pali della linea elettrica facendo accartocciare ed intraversare il convoglio. Il bilancio fu tragico: tre morti e 46 feriti.

LE INDAGINI

Già nella mattinata dell’incidente, la procura di Milano ha aperto un fascicolo di indagine contro ignoti per disastro ferroviario colposo.

Le prime analisi condotte dai consulenti tecnici su quello che resta dei binari e dei vagoni del treno Cremona-Milano deragliato a Pioltello ha appurato che la causa del deragliamento era da attribuire allo stato della rotaia e la sua manutenzione, ove vi era un c.d. «punto zero», ovvero un tratto di rotaia con un giunto in cattivo stato malamente sistemato con una traversina di legno, che si è divelto al passaggio del treno, causando il deragliamento.

I risultati della perizia depositata nell’inchiesta dei pm milanesi Maura Ripamonti e Leonardo Lesti, coordinati dall’aggiunto Tiziana Siciliano, hanno evidenziato «falle nel sistema di gestione della sicurezza» che avrebbe dovuto prevenire l’incidente e far scattare l’intervento.

Infatti, dopo aver ispezionato le rotaie al km 13+366, poco prima della stazione di Pioltello, il 29 agosto 2017 una squadra di tecnici lanciò l’allarme e chiese «la rapida sostituzione del giunto» che nel frattempo avrebbe dovuto essere controllato costantemente con gli ultrasuoni, cosa che, ha accertato la polizia ferroviaria, non avverrà mai, anche perché il treno «Galileo» destinato a questo era in manutenzione e nessuno effettuò il controllo con le apparecchiature portatili.

Il giunto così venne sistemato in maniera grossolana più volte nei mesi successivi e a novembre venne messa una tavoletta di legno per sostenerlo.

A dicembre, finalmente, ne venne posato uno nuovo a lato dei binari, ma la sostituzione, «non si comprende per quale motivazione interna in Rfi», venne programmata solo per aprile 2018 nonostante ci fa un ulteriore segnalazione di pericolo.

Un ritardo che ha «consentito all’irreversibile ammaloramento del giunto di procedere fino al cedimento finale», scrivono gli ingegneri Roberto Lucani e Fabrizio D’Errico i quali, invece, non hanno trovato difetti nel treno gestito da Trenord.

Per i periti, controllo e manutenzione di una linea così trafficata sono risultati non idonei «ai fini della prevenzione di eventi come quello occorso». L’inchiesta vede indagati per disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo e violazione delle norme sulla sicurezza.

GLI INDAGATI

Risultano finora indagate nove persone (i vertici di Rfi e i tecnici addetti alla manutenzione), oltre alla società Rfi in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti. I reati ipotizzati sono disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo, lesioni gravi.

L’INIZIATIVA CODACONS

L’Associazione ha deciso di intervenire in favore dei passeggeri coinvolti nell’incidente, costituendosi parte civile nel procedimento penale instaurato. Tutti coloro i quali si trovavano sul treno deragliato possono chiedere il dovuto risarcimento tramite il Codacons, cliccando su ADERISCI ALL’AZIONE

CHIEDI IL RISARCIMENTO PER I DANNI DERIVANTI DAL DERAGLIAMENTO