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Corsa ai saldi, il Nordest “dimentica” la crisi

4 Gennaio 2009


Mestre C’era una volta la crisi. Chi pensava che le previsioni della Confesercenti sulla stagione dei saldi (330-340 euro di apesa media per ogni famiglia) fossero troppo ottimistiche nell’era della nuova depressione economica si è dovuto presto ricredere. Neppure il gelo calato sul Nordest ha frenato la corsa agli sconti che il Veneto ha anticipato di qualche giorno per non concedere nulla ai «concorrenti» della vicine regioni autonome. Risultato, oltre il 60 per cento dei negozi padovani, nonostante il superlavoro natalizio, ha accettato di buon grado di tenere le serrande aperte fino alle dieci di sera per accogliere i clienti in coda fuori dai negozi. Ancora meglio – o peggio per gli automobilisti, dipende dai punti di vista – è andata al Veneto designer outlet di Noventa di Piave (Venezia), "paradiso" della griffe a prezzi scontati, dove già a metà mattina i 1.200 posti auto del parcheggio erano già occupati, con i clienti obbligati a posteggiare lungo le vie d’accesso. Ancora presto, dicono i commercianti, per cantar vittoria: «I conti – aveva detto alla vigilia dell’apertura il presidente regionale del settore tessile abbigliamento di Confcommercio, Vittorio Zampieri – si potranno fare fra qualche settimana». Ma già ora le previsioni ottimistiche della Confesercenti, per la quale il 65 per cento delle famiglie approfitteranno dei saldi, con una spesa media di 330-340 euro, appaiono realizzabili. «La partenza è stata ottima – ammette da Padova il presidente di Ascom servizi Franco Pasqualetti – non solo nel capoluogo ma anche in celtri centri come Piove di Sacco ed Este. Ma ci sembra significativo anche il fatto che il numero verde attivato per segnalare eventuali irregolarità non abbia registrato alcuna chiamata». «Il movimento c’è stato soprattutto al mattino – conferma Antonella Savogin, vice direttore provinciale della Confesercenti di Rovigo – I primi a tuffarsi nella mischia sono stati quei consumatori che avevano già in mente un acquisto programmato. L’assortimento quest’anno è particolarmente ricco e i negozianti confidano nella giornata di domenica ndr) per vendite più sostenute». Buono l’impatto con i saldi anche a Mestre, dove i clienti si sono mesis in coda all’ingresso dei negozi più blasonati della zona di piazza Ferretto, come da tradizione. Senza sconti eccessivi – la riduzione media era dell’ordine del 30 per cento – e con maggiore garanzia dell’effettiva convenienza degli sconti. Meno coinvolti nella corsa agli acquisti i negozi periferici: la vera corsa ai saldi c’è stata negli outlet: da quelli di alcune note aziende come Coin e Duca d’Aosta, fino al già citato complesso di Noventa di Piave: «Alle cinque di pomeriggio avevano censito un transito di 15mila veicoli – spiega il direttore del Veneto designer outlet, Enrico Biancato – e da un’osservazione empirica come il numero dei clienti che usciva con le sporte in mano, possiamo dire che le cose sono andate decisamente bene». Meno ottimisti i commenti dei commercianti vicentini, per i quali lo scontrino medio non avrebbe superato i cento euro di spesa: «I primi giorni di saldi sono sempre all’insegna dell’assalto, ma la febbre passa in fretta per rientrare nel consueto livello di acquisti. L’effetto positivo del primo giorno, evidentemente è la conseguenza delle fiacche vendite del periodo natalizio». A Treviso, in compenso, la corsa agli acquisti ha coinvolto anche la numerosa comunità straniera presente in città: alcune giovani cinesi sono state viste scucire senza battere ciglio anche 500 euro per un paio di scarpe. Miracoli della globalizzazione.  A frenare gli entusiasmi sono le associazioni dei consumatori: per il Codacons la stagione dei saldi avrebbe avuto una falsa partenza, almeno nelle grandi città. A Roma un monitoraggio dell’associazione realizzato in mattinata ha registrato una diminuzione media delle vendite del 20 per cento rispetto allo scorso anno. L’associazione si spinge a valutare un calo di presenze dei cittadini nelle principali vie dello shopping attorno al 35 per cento. «Si tratta – osserva il presidente Carlo Rienzi – di un dato particolarmente negativo, se si considera che il primo giorno di saldi è quello che fa registrare il tutto esaurito nei negozi, determinato anche dal maltempo che imperversa sulla capitale. Molto meglio invece i centri commerciali e gli outlet, dove la presenza di cittadini in cerca di occasioni è stata in linea con i numeri registrati lo scorso anno». Anche per Adusbef e Federsconsumatori i primi dati sulla corsa ai saldi sarebbero inferiori alle previsioni che stimavano un coinvolgimento del 45 per cento delle famiglie italiane nelelspese di fine stagione, con una spesa media di 317 euro. Ma il Nordest, stando a quanto si è osservato ieri nelle principali piazze, sembra ancora una volta destinato a fare corsa a parte.

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