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Con i saldi scatta l´operazione rilancio Da venerdi’ via agli sconti

30 Dicembre 2008


  ROMA – Saldi, si parte. La prova generale ci sarà il 2 gennaio. E gli occhi di molti operatori economici saranno puntati sulle vetrine attraversate dai cartelli che annunciano i ribassi di fine stagione. Perché la domanda scaramantica che si fanno in molti suona così: basteranno i saldi a salvarci dalla crisi? Probabilmente no. Potrebbero però sollevare i consumi e la loro curva discendente, che non ha risparmiato Natale, che è riuscita ad abbattere l´inflazione e il cui andamento rimane la vera incognita del 2009. Non a caso i saldi quest´anno sono stati anticipati (i consumatori volevano farli partire ancor prima di Natale, se non liberalizzarli). Ma tant´è s´è atteso il nuovo anno. A inaugurare la stagione saranno il 2 gennaio Napoli, Trieste e Potenza. E il giorno dopo seguiranno tutte le grandi città. Solo Firenze e Perugia aspettano il dopo-Epifania, mentre le ultime saranno l´Aquila e Aosta, che inizieranno il 10. Per far spese ci sarà tempo perché fino a marzo i cartellini dei prezzi rimarranno scontati. Ma sulla domanda iniziale – e cioè se i saldi ci salveranno dalla crisi dei consumi – è già guerra di cifre. La Confcommercio è ottimista, le associazioni dei consumatori prevedono un flop, mentre la Confesercenti guarda ai saldi come "ultima spiaggia", anche se non scommetterebbe su un aumento significativo dei consumi. La stagione dei saldi, secondo Confcommercio, dovrebbe valere quest´anno circa 7 miliardi, perché ogni famiglia spenderà in media poco meno di 432 euro (per una spesa pro-capite di 173). L´organizzazione dei commercianti ha calcolato che saranno 16 milioni le famiglie che approfitteranno delle vendite di fine stagione e le loro spese avranno un´incidenza del 19,5 per cento sul fatturato annuo del settore. Dunque, almeno per il momento, il comparto sarebbe al riparo da crisi repentine. Pessimisti invece i consumatori. «Ci piacerebbe moltissimo che le dichiarazioni di Confcommercio si potessero verificare, ma non sarà così», scrivono in una nota Elio Lannutti (Adusbef) e Rosario Trefiletti (Federconsumatori). «La situazione del Paese e delle famiglie – aggiungono – è drammatica e a nulla serve, anzi è molto dannoso, edulcorare la realtà dei fatti». Dunque la stagione dei saldi sarà «molto fredda, caratterizzata da una maggiore cautela e prudenza rispetto allo scorso anno».  Solo 10 milioni di famiglie (stessa stima la dà il Codacons), saranno interessate ai saldi e la spesa, secondo le associazioni, sarà di 122 euro pro-capite. Il crollo delle vendite rispetto all´anno precedente è stimato in un buon 30 per cento. E si respira un po´ di preoccupazione anche alla Confesercenti. Per Roberto Manzoni, presidente della Fisma, quelli di quest´anno saranno saldi anti-crisi. «Per gli esercenti – ha dichiarato Manzoni – rappresentano una sorta di ultima spiaggia per tentare di contenere le perdite e per le famiglie un´occasione per acquistare a prezzi accessibili». Di buono c´è però che i consumatori potranno disporre di un´offerta molto ampia. «L´andamento fortemente negativo delle vendite autunno-inverno ha determinato elevate giacenze e quindi la disponibilità di un´offerta molto ampia», spiega il presidente della Federazione Moda Italia, Renato Borghi. Non solo. «Gli sconti dovrebbero essere mediamente alti, attorno al 40 per cento – aggiunge Borghi – e questo ci porta a delle previsioni abbastanza ottimistiche». E se poi i saldi andassero veramente male c´è qualche commerciante che non esclude saldi con sconti fino al 90 per cento.
 

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