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TRUFFA PARMALAT: QUANTI SONO I RISPARMIATORI BIDONATI?









L’Intesaconsumatori aveva stimato in 135.000 i risparmiatori (tra azionisti ed obbligazionisti) coinvolti nel crack Parmalat, mentre il Governatore della Banca d’Italia Fazio, nella recente audizione parlamentare dei famosi ?4 soldi?, aveva calcolato che i possessori di bond Parmalat non fossero più di 80.000. Ma se solo la Procura della Repubblica di Milano aveva ricevuto, alla data del 1 febbraio 2004, almeno 100.000 denunce, vuole dire che i risparmiatori truffati, tra bondholders ed azionisti Parmalat, sono almeno il doppio: quando si potranno avere, almeno dalla Banca d’Italia, dalle banche e dal commissario straordinario Bondi, stime più precise ?

Tutto iniziò l’11 dicembre 2003 quando Intesaconsumatori presentò esposti denunce alle Procure della Repubblica di Parma, Milano, Roma (tutte stanno indagando) chiedendo di aprire un’indagine volta ad accertare se nei comportamenti adottate dalle banche non si potessero configurare ipotesi penalmente rilevanti per truffare il pubblico dei risparmiatori ed eventuale omessa vigilanza delle autorità preposte ai controlli. Infine di accertare, nel caso Parmalat, di considerare le ipotesi di falso in bilancio e false comunicazioni sociali, con il concorso di collegio sindacale e società di revisione oltre a quelle di aggiotaggio, data che le pubbliche dichiarazioni, uscite anche a mezzo stampa, tendevano a rassicurare i mercati circa liquidità disponibili del Gruppo Parmalat pari ad almeno 3,5 miliardi di euro, apparentemente dissolta, vista l’impossibilità a rimborsare obbligazioni per soli 150 milioni di euro.

Per consentire l’apertura dell’indagine anche alla Procura della Repubblica di Milano, Intesaconsumatori pubblicò il 12 dicembre 2003 sui rispettivi siti, un fac simile di esposto denuncia con indirizzo e numero di fax da presentare sia tramite lettera che a mezzo fax, avviando così un a valanga di denunce da parte di oltre 100.000 risparmiatori Parmalat truffati.

Resta inaccettabile il comportamento delle banche (italiane ed estere) che vorrebbero passare per parti lese quando le vere vittime della truffa sono i risparmiatori, posto che l’ordinaria diligenza avrebbe loro imposto di verificare se i bilanci Parmalat, seppur certificati, fossero o meno veritieri,se la liquidità inserita nelle poste contabili pari a 4 miliardi di euro trovasse o meno riscontro, se la denuncia del Presidente di Assogestioni, Guido Cammarano sulle falle contabili, fosse campata in aria; ma le banche non si sono poste il problema intente com’erano ad incassare laute commissioni e provvigioni su obbligazioni carta straccia le quali erano già prodotti bidone nell’atto stesso di emissione poiché, come avrebbe affermato il ragionier Tonna, non vendibili al pubblico retail.



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