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MUCCA SEMPRE PIU’ PAZZA!!!

6 Febbraio 2001


Il Codacons scende un campo questa volta contro la Comunità Europea, a difesa dei consumatori per le gravissime violazioni sulla normativa comunitaria e le gravi omissioni degli organi comunitari nei primi anni novanta, omissioni che hanno permesso la diffusione del morbo della Mucca Pazza in Italia e negli altri Stati Europei. Il problema mucca pazza non è un problema del nuovo millennio, al contrario, già nel 1986 in Gran Bretagna erano presenti casi di encefalopatia spongiforme bovina (BSE), che oggi in quel paese hanno raggiunto più di 250 mila casi. Fino al 1996 sia l’OMS che l’Ufficio Internazionale delle Infezioni avevano sempre escluso qualsiasi connessione tra la malattia bovina e una rara forma neurologica simile a quella animale, che colpisce l’uomo. Nello stesso anno una commissione di esperti inglesi, senza addurre prove scientifiche conclusive, affermava che poteva esistere un legame fra almeno 10 casi di morte avvenuti in GB e un’esposizione a carne bovina infettata. Successivamente a questa dichiarazione iniziano ad essere sospese le importazioni di carne bovina dal Regno Unito da parte di sette Paesi europei. E per quanto riguarda l?utilizzo del mangine contenente residui animali è datata 1987 la ricerca scientifica che rivela che la diffusione della Bse è dovuta alla pratica di nutrire gli animali con quei mangimi, infatti nel 1988 la GB bloccava la somministrazione di mangini animali ai bovini. L’allarme sulle conseguenze di una possibile diffusione del morbo della mucca pazza era stato lanciato nell’agosto del 1995 da Luc Montagnier, scopritore del virus Hiv dell’AIDS; Montagnier invitata autorità e comunità scientifica a non ?distrarsi? e a indagare su morbi potenzialmente pericolosi per la salute, mettendo al primo posto ?la pazzia delle vacche?. Nel 1995 ci sarà la prima vittima conosciuta della variante del morbo Creutzfeld-Jakob: Stephen Churchill, 19 anni. 1996: l’Unione Europea blocca le importazioni di carne britannica, e solo in quest’anno vengono vengono messe al bando esportazioni di carne bovina dalla GB, il divieto riguarda animali vivi e prodotti utilizzati dall’industri farmaceutica e cosmetica. Nel 1998 i Ministri dell’agricoltura dell’UE danno il via libera alla vendita di carne britannica dall’Irlanda del Nord all’estero, nello stesso anno un collegio di veterinari europei vota a favore della sospensione di ogni divieto residuo alla vendita di carne britannica. Fine ’98 la maggioranza dei ministri dell’Agricoltura dell’UE vota la sospensione del bando della carne bovina britannica, e nel 1999 la Commissione Europea sospenderà l’embargo sulle esportazioni di carne britannica e la Francia annuncia il mantenimento dell’embargo lamentando ?le insufficienti garanzie scientifiche? a supporto della sospensione dei divieti. L’epidemia tra il bestiame è stata chiaramente taciuta con una vasta opera di disinformazione e solo con i primi casi di decesso nel 1996 la cose sono cambiate. Il Codacons ha chiesto pertanto alla Comunità Europea di rispondere dei danni provocati dalle ingiustificatissime e gravissime omissioni di cui si è resa colpevole: sulla salute pubblica; sulla protezione dei consumatori e sulle violazioni istituzionali, la Commissione avrebbe dovuto vigilare sull’applicazione delle disposizioni del Trattato della Comunità Europea e garantire il rispetto dei diritti fondamentali. Ricorrendo alla Corte di Giustizia della Comunità Europea il Codacons ha chiesto di condannare la Comunità Europea al risarcimento dei danni causati ai consumatori per una somma pari a 1 miliardo di dollari. * * * ?E’ assurdo ? ha dichiarato il presidente del Codacons avv. Carlo Rienzi – che si decidano miliardi di sgravi fiscali per allevatori e commercianti senza verificare che siano stati estranei agli imbrogli sui mangimi che hanno inguaiato gli italiani!! Siamo noi consumatori a dover essere risarciti e non gli allevatori che hanno fatto uso in massa dopo il 1994 di farine vietate e pericolose. Se lo Stato porrà a carico della collettività lo stato di crisi del settore senza accuratamente distinguere tra onesti e disonesti faremo ricorso alla Corte dei Conti per danno all’erario?. * * * OMOGENEIZZATI Il Codacons ha inoltre provveduto ad effettuare un’indagine a Roma su alcuni omogeneizzati a base di carne bovina, esaminando le indicazioni riportate sulle etichette tra quelli appartenenti alle marche maggiormente diffuse; i risultati sono inquietanti: MARCHIO E PRODOTTO STABILIMENTO RIFERIM. NORMATIVO AUT. MIN. SAN. Plasmon dietetici alimentari srl, oasi ecologica, omogeneizzato di vitello Via Migliara, 45, Latina DPR 7/4/99 n.128 Non indicata Dieterba, Biodieterba, omogeneizzato di manzo Via Migliara, 45, Latina DPR 7/4/99 n.128 Non indicata Nipiol, omogeneizzato di carne, biologico, manzo Borgo Grappa (LT) DPR 7/4/99 n.128 Non indicata Gerber, omogeneizzato di manzo, selezionato dopo 18 controlli Sanguinetto (VR) DPR 7/4/99 n.128 Non indicata Mellin, omogeneizzato di manzo Prodotto in SPAGNA Non indicato n.706/7321 del 3/4/96; n. 600 12/7664/AG del 9/6/98

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