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ISTAT: LE ?FROTTOLE? DI BIGGERI HANNO LE GAMBE CORTE!

16 Novembre 2005









L`inflazione tendenziale dell`euro zona a ottobre, è scesa al 2,5 per cento rispetto al 2,6% del mese precedente, mentre il dato italiano è in controtendenza, essendo passato dal 2,2 per cento di settembre al 2,6 per cento di ottobre. Quanto all`inflazione mensile, questa è stata ad ottobre pari allo 0,3% per l`eurozona, allo 0,2% per l`Ue a 25 e allo 0,7 per cento in Italia.

Questi dati smentiscono le ?frottole? del Presidente dell’Istat Biggeri, che tende ad accreditare un paese virtuoso, dove le retribuzioni crescono più dell’inflazione sotto controllo, generando -secondo la statistica ufficiale – un improvviso benessere per milioni di lavoratori e pensionati, che francamente non trova alcun riscontro nella dura realtà.

Secondo Intesaconsumatori, quando manca anche la coerenza tra istituti di ricerca che dovrebbero armonizzare il proprio operato, si rende necessaria una profonda riflessione che porti ad un cambiamento. Al contrario Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori assistono con preoccupazione al mancato proseguimento lavori delle Commissioni istituite per modificare i criteri di rilevazione. L’Istat ha bisogno di una riforma e questi dati dimostrano ancora una volta la sua distanza dalla realtà.

L’Istat spieghi agli italiani il marchingegno della doppia inflazione, sotto controllo in Italia per fini interni ed al di sotto della media europea, fuori controllo per l’Eurostat e superiore alla media Ue, anche con i criteri di rilevazione ed i pesi fasulli e sottostimati attribuiti a beni primari, con la finalità di generare una rappresentazione sofisticata ed irreale della realtà, che genera discredito anche per la statistica ufficiale.

Questa inflazione ?fasulla? si riverbera sui bilanci delle famiglie italiane, per una cifra compresa tra i 700 e i 1000 euro, e questo sia per il mancato adeguamento degli stipendi, sia per maggiori prezzi e tariffe rispetto le rilevazioni Istat.



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