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IL CODACONS NON AVENDO RICEVUTO RISPOSTA

30 Luglio 1998


Lo ?sconfinamento? dell’agguerrita Associazione dei Consumatori, in settori all’apparenza a lei non pertinenti, è stata determinato dall’irrazionale operato del dicastero della Sanità, che non lesina di pagare dai 15 ai 20 milioni annui per ogni malato di AIDS. Questa infatti è la somma che sostenuta dal Ministero di Sanità per la somministrazione delle nuove terapie, in particolare gli inibitori della proteasi, cospicue somme prevalentemente intascate dalle case farmaceutiche. Di contro, non attua l’unico provvedimento di profilassi per contrastare l’ascesa dei casi di AIDS: la massima diffusione del preservativo, agevolando la stessa anche con il completo o parziale accollo delle spese da parte del S.S.N.. Provvedimento che, visti i costi sopra indicati delle cure, comporterebbe, in prospettiva futura, un sensibile risparmio per le esangui casse dell’erario. Il CODACONS ha denunciato il Ministro della Sanità, Rosy BINDI, per il mancato inserimento dei profilattici all’interno del prontuario medico, con totale carico economico degli stessi, sul Servizio Sanitario Nazionale. In Italia, peraltro, gli allarmanti recenti episodi di cronaca nonché gli ultimi dati epidemiologici per i quali l’AIDS, dal 1994, è diventata la prima causa di morte nelle principali città di quattro regioni italiane per i giovani dai 25 ai 34 anni (Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Liguria), dimostrano che il problema non va tenuto sotto gamba. Aumentano, infatti, i comportamenti a rischio, anche favoriti da un’errata sensazione di perdita di pericolo, che vede sempre di più aumentare il ruolo della trasmissione sessuale in soggetti eterosessuali ?normali?, vedendo quasi uscire di scena, paradossalmente, le categorie fino a ieri ritenute più a rischio. Problema aggravato anche dalle personali convinzioni dell’attuale occupante del Dicastero della Sanità, al punto tale che l’immunologo Prof. Ferdinando AIUTI, a commento di un’indagine sulla diffusione del virus tra le donne, ha testualmente affermato: ?Per frenare l’ascesa dei casi di AIDS in Italia serve una campagna informativa martellante sull’uso del preservativo ? Anche se, mi rendo conto, nel nostro paese una campagna di questo genere è improponibile perché al nostro ministro della Sanità il preservativo non piace?. In punto di diritto, ?Lo Stato ? spiega l’Avv. Vittorio Amedeo MARINELLI, dell’Ufficio Legale del CODACONS- tramite il Ministero della Sanità, ha l’obbligo di tutelare la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e non sembra proprio che evitando di rendere completamente gratuito l’unico strumento di prevenzione e di limitazione della diffusione dell’AIDS, si stia adoperando in tal senso?. ?Peraltro? prosegue l’Avv. MARINELLI- esiste un articolo del codice penale che punisce chiunque, per colpa, commetta fatti tali da far proliferare un’epidemia, norma da valutare alla stregua dell’art. 40 che, in tema di reato omissivo, prevede che non impedire un fatto che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo. Per questo, abbiamo dapprima diffidato l’On. Rosy BINDI, auspicando adottasse autonomamente il provvedimento suggeritole ma poi, vista la colpevole inerzia, siamo passati alle vie di fatto ?. Al CODACONS rilevano altresì l’assurdità del delegare ai soli organismi di privato sociale impegnati sul tema, il compito della diffusione gratuita dei condom nelle piazze e nelle discoteche. Sostengono i legali dell’Associazione di difesa dei consumatori, che anche il lievitare paradossale del prezzo del prodotto, non aiuta certo la sua diffusione. Si consideri, infatti, che gli ultimi arrivi sul mercato arrivano ad avere anche un prezzo unitario in farmacia, di 5.000 lire al prezzo, importo non sempre alla portata di un adolescente o di un disoccupato, che vede, pertanto, un altro elemento di dissausione dall’utilizzazione del prodotto. A ciò si aggiunga che i portatori di AIDS conclamato e i sieropositivi sono, di fatto, obbligati ad intrattenere rapporti sessuali protetti, a pena di essere imputati per lesioni gravissime, per cui, soprattutto per questi soggetti, la distribuzione dei profilattici dovrebbe essere totalmente gratuita.

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