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“ELETTROSMOG: A NAPOLI IL MINISTERO DELLA SANITA’ CONTRO GLI SCIENZIATI DELL’AIRP”

1 Ottobre 1999


Questa mattina nel corso del convegno, che dura da tre giorni, di Napoli, organizzato dall’AIRP (Associazione Italiana di Radio Protezione), si è verificato un clamoroso scontro tra l’ISPESL; l’istituto che si occupa di prevenzione nel Ministero della Sanità e l’AIRP stesso. Infatti, con una ferma presa di posizione il direttore dell’ISPESL, Dottor Antonio Moccaldi ha ritirato tutti i suoi ricercatori dal convegno chiedendo all’avvocatura dello stato l’assistenza per proporre querela per diffamazione nei confronti dei dirigenti dell’AIRP. All’origine dello scontro, che non ha precedenti nella storia della scienza che si occupa di elettrosmog in Italia, alcuni articoli violenti firmati dai dirigenti dell’AIRP che accusano di falso i ricercatori dell’ISPESL e di inefficienza il più importante istituto italiano che si occupa di prevenzione da inquinamento elettromagnetico. Nel corso della mattinata è intervenuto al convegno anche il portavoce del CODACONS Avvocato Carlo Rienzi, che ha annunciato una battaglia per l’anno 2000 per impedire che ricercatori di enti pubblici, in particolare l’Istituto Superiore di Sanità, svolgano le funzioni di ricerca di studio e di approfondimento delle materie dell’elettrosmog anche in associazioni private che costituiscono lobby al sostegno dei produttori. Nel suo intervento l’avvocato Rienzi, ha anche lanciato una protesta a gestori e produttori per un confronto aperto tra mondo della produzione e i consumatori, al fine di ottenere e finanziare ricerche sugli effetti sulla salute umana a lungo termine delle onde elettromagnetiche che siano realizzate con il concorso di fondazioni indipendenti e con il controllo diretto dei cittadini. Il CODACONS, poi, ha ricordato come sia assurdo che pure in Europa (Negli Stati Uniti esiste un ente pubblico l’EPA; che controlla tutto questo settore) si faccia riferimento per le misure e i limiti di esposizione a tutela della salute a criteri che vengono stabiliti da associazione private come l’ICNIRP, che sarebbe la madre europea dell’AIRP che organizzava il convegno. “La tutela della salute – ha dichiarato l’Avvocato Rienzi nel suo intervento – non può essere appaltata ai privati. Non tutto in Italia può essere privatizzato, e non a caso il Ministero della Sanità ha correttamente rifiutato di firmare la risoluzione della Comunità Europea sull’elettrosmog”

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