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Codacons su mortalità Covid e rianimazioni


COMUNICATO STAMPA 
 
Cronaca Lombardia
 
Lunedì 30 Novembre 2020

COVID-19: MORTI ALTISSIME E RIANIMAZIONI, I CONTI NON TORNANO
 
IN ITALIA IL TASSO DI MORTALITA’ DEL COVID-19 CONTINUA AD ESSERE ELEVATISSIMO, PIU’ CHE IN ALTRI PAESI D’EUROPA E DEL MONDO, MA LE RIANIMAZIONI SEPPUR IN DIFFICOLTA’, NON SONO COSì PIENE 
 
LA SATURAZIONE DEI POSTI IN RIANIMAZIONE E’ UNO DEI CRITERI PER IL PASSAGGIO DI UNA REGIONE FUORI DALLA ZONA ROSSA. FORTE RISCHIO DI SCELTE POLITICHE NELLA CURA DEI PAZIENTI – ESPOSTO DEL CODACONS ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA
 
Cronaca Milano e Lombardia: qualcosa nei conti continua a non tornare, in Italia, infatti, la mortalità del nuovo Coronavirus continua ad essere elevatissima, paragonata soprattutto con altri paesi europei e mondiali (pensiamo per esempio alla Germania) e ciò non si può spiegare solo con il fatto che l’età media italiana sia più elevata, anche perché le differenze ci sono ma non sono così tanto marcate.
 
Viene allora da chiedersi come sia possibile che nel nostro Paese il Covid-19 mieta così tante vittime in più e se ciò sia dovuto a qualche negligenza o inefficienza del sistema sanitario oppure a scelte politiche che nulla hanno di medico o scientifico.
 
Come sappiamo due dei problemi maggiormente sentiti si sono rivelati essere quello della cronica carenza di posti letto in cui alloggiare i pazienti positivi al virus e quello della carenza di personale medico che presti le dovute cure. Senza contare altri problemi più volte sottolineati anche da Codacons (quasi completa assenza delle cure domiciliari; protocolli negli ospedali per nulla efficienti; tracciamento del virus gravemente lacunoso ecc.).
 
Ma dati alla mano rimangono alcune perplessità, perché se è vero che le rianimazioni e le terapie intensive sono fortemente sotto stress, non si può dire che esse siano del tutto occupate (pensiamo alla Svizzera dove invece già il 18 novembre veniva comunicata l’occupazione di ogni posto in terapia intensiva) ma i numeri dei morti continuano ad essere elevatissimi soprattutto fuori dalle terapie intensive.
 
Ciò fa nascere dei legittimi dubbi – denuncia il Presidente del Codacons, Marco Donzelli – come sappiamo la saturazione delle terapie intensive è uno dei criteri utilizzato per classificare una Regione tra le zone gialle, arancioni o rosse, e come abbiamo visto nelle ultime settimane molti governatori stanno spingendo affinché la loro Regioni cambi di zona (emblematico il caso Fontana-Lombardia).
 
Questo dato risente purtroppo di fortissime influenze politiche, e non vorremmo che sulla decisione di ricoverare o meno una persona in terapia intensive entrino in gioco questioni che nulla hanno a che fare sul piano medico. Vogliamo vederci chiaro, pertanto chiediamo alla Procura della Repubblica di indagare affinché sia verificato che nessuna persona sia stata esclusa dal ricovero ospedaliero sulla base di qualche criterio poco chiaro.”
 
Ufficio Stampa: 393/9803854

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