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CODACONS , ALCE E VAS

29 Settembre 1999


L’insieme dei risultati scientifici sull’interazione delle radiazioni elettromagnetiche con la specie umana, come quelle generate da elettrodotti, stazioni e cabine di trasformazione, antenne radio-televisive, ripetitori per telefonia mobile e satellitare e i radar, evidenzia l’esistenza di un nesso di causalità tra basse frequenze, radiofrequenze e microonde ed effetti cancerogeni (come la leucemia), alterazioni e danneggiamento della funzione cerebrale (morbi di Alzheimer e Parkinson), sulla riproduzione, sui tempi di reazione e di apprendimento e sul sistema immunitario. Nello stesso tempo, non risulta determinato un valore di soglia per l’esposizione al di sotto del quale si possano ragionevolmente escludere gli effetti degenerativi di cui sopra, e quindi attualmente non siamo a conoscenza di un limite sanitario certo per gli stessi. In questa situazione appare imperativo, in base all’art. 32 della Costituzione, determinare il prima possibile questo limite e nel frattempo non attivare nuovi impianti che aumentino l’esposizione della popolazione, onde impedire che la stessa faccia da cavia per valori sempre più crescenti della radiazione. Questa oggi la realtà scientifica rispetto alla quale l’odierno convegno organizzato dall’AIRP a Napoli, il cui titolo già mostra il pregiudizio dell’organizzazione, in quanto deliberatamente travisa la natura cancerogena delle radiazioni parlando di ?radiazioni non ionizzanti? rispetto a quelle ionizzanti di cui è nota la dannosità, si dimostra pienamente insufficiente dal punto di vista sanitario. L’esclusione tra i relatori del Dipartimento Insediamenti Produttivi e Ambientali dell’ISPESL è un altro elemento che fa dubitare dell’imparzialità degli organizzatori, poiché il DIPIA esprime la posizione maggiormente protezionistica nell’attuale panorama istituzionale italiano. L’effetto sanitario della radiazione ha uno spazio minimale nell’intero convegno, del tutto sproporzionato rispetto all’interesse scientifico e sociale della questione. Sono invece presentati in bella evidenza le linee guida ?tecniche? ANPA ? ARPA che modificando le modalità di misura del D.M. 381/98 consentono di aumentare di fatto i livelli di esposizione elettromagnetica della popolazione italiana, linee guida con cui si asserisce il falso quando si afferma che in base alla normativa vigente le attività di controllo e vigilanza devono essere assegnate alle ARPA (Agenzie Regionali di Protezione Ambientale) dato che i controlli di sanità e di igiene pubblica spettano al Servizio Sanitario Nazionale ( L. 833/78 e L. 61/94). In questa situazione, insistiamo nel raccomandare: alle istituzioni pubbliche e private, ai nostri amministratori locali, al parlamento, di adottare ogni misura idonea ad evitare l’aumento dell’esposizione ai campi elettromagnetici già oggi concausa di pericolose malattie, finanche il divieto di attivare nuovi impianti. Roma e Napoli, 29 Settembre 1999.

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