COMUNICATO STAMPA
Cronaca Brescia
Lunedì 8 settembre 2025
ALLARME PRIVACY A BRESCIA: 1500 VIDEOCAMERE VIOLATE
HACKER FAVORITI ANCHE DALLA SCARSA PROTEZIONE DI AZIENDE E PRIVATI
IL CODACONS FA ESPOSTO ALLA POLIZIA POSTALE: MAGGIORI GARANZIE PER GLI UTENTI ANCHE DAL PUBBLICO E NON SOLO DAL PRIVATO
In caso di DANNI info@codaconslombardia.it O 02.29408196

Cronaca Brescia: i proprietari non lo sanno. Nemmeno lo sospettano. La possibilità che il loro giardino, il garage, il balcone, ma anche il salotto o la camera da letto siano visibili on line da chiunque, è reale. E non è nemmeno così bassa. Per le aziende poi, la faccenda è anche più seria. Lo studio più recente parla di almeno 80mila telecamere di videosorveglianza privata pienamente esposte al rischio (in Italia), ma è una stima sicuramente parziale. Guidano la classifica Roma e Milano con più di 10 mila dispositivi a testa. Seguono Napoli con quasi 5mila, Torino con 3.500 e Bologna con 2.200 circa. Firenze è attorno alle 2mila telecamere, più o meno come Genova. Con almeno 1.500 occhi elettronici esposti arriva anche Brescia, provincia compresa.
La cronaca degli ultimi giorni, con la scoperta di centinaia di violazioni ai sistemi di videosorveglianza in pochi mesi, è solo la punta di un iceberg. Ed è già emerso un fenomeno molto più esteso e sottovalutato di quanto si potesse immaginare, ovvero quello delle telecamere di sorveglianza hackerate all’insaputa dai proprietari. Accedere ai sistemi domestici di videosorveglianza per spiare, registrare e addirittura controllare i dispositivi è infatti relativamente semplice. Per lo meno in assenza di sistemi di protezione. Per un hacker, nemmeno tanto preparato, accedere a questi dispositivi può essere un gioco da ragazzi.
Il primo errore è però commesso dai proprietari: configurazioni errate, password troppo deboli e talvolta assenti, connessioni remote mai disattivate e mancato aggiornamento rendono le telecamere accessibili teoricamente a chiunque. Un incubo per i patrimoni, per la privacy delle famiglie e per i genitori che utilizzano i baby monitor, per la sicurezza personale e, non ultimo, per la sicurezza delle aziende. Di fatto, le immagini delle telecamere connesse sono facilmente reperibili sul grande fratello della rete. E per hacker è spesso un invito a nozze.
Il Codacons fa esposto alla Polizia Postale ricordando che la tutela della sicurezza, anche telematica, deve essere garantita altresì dalle istituzioni tramite l’assunzione di misure preventive e di controllo.
In caso di DANNI info@codaconslombardia.it O 02.29408196







