COMUNICATO STAMPA
Cronaca di Monza
Lunedì 2 febbraio 2026
AGGRESSIONI AL PRONTO SOCCORSO: ENNESIMO EPISODIO AL SAN GERARDO DI MONZA
SANITARI ANCORA NEL MIRINO: ARRESTATO UN 33ENNE GIÀ SOTTO MISURA CAUTELARE
CODACONS: SCRIVEREMO A MINISTERO DELLA SALUTE E REGIONE LOMBARDIA PER CHIEDERE SICUREZZA E PREVENZIONE NEI PRONTO SOCCORSO

Nei giorni scorsi si è verificato l’ennesimo grave episodio di violenza all’interno di un pronto soccorso lombardo. All’ospedale San Gerardo di Monza un uomo di 33 anni, in evidente stato di alterazione psicofisica per un probabile abuso di alcol, ha dato in escandescenze prendendo a pugni e testate una porta della struttura e aggredendo due infermieri intervenuti per contenere la situazione e mettere in sicurezza l’area.
L’allarme anti-aggressione è stato attivato dal personale sanitario, spaventato dal comportamento violento del paziente. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Monza, che hanno arrestato l’uomo in flagranza di reato. I due infermieri aggrediti hanno riportato lesioni giudicate guaribili in sette giorni. Anche durante il trasferimento in caserma il 33enne avrebbe mantenuto un atteggiamento ostile. Dagli accertamenti è emerso che l’uomo era già sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, successivamente aggravata dal giudice a seguito del giudizio direttissimo.
«Ci troviamo di fronte all’ennesima aggressione ai danni di operatori sanitari che svolgono un servizio pubblico essenziale, spesso in condizioni di stress e carenza di personale», dichiara l’avv. Marco Maria Donzelli, Presidente Codacons Lombardia. «Non è più tollerabile che medici e infermieri lavorino in un clima di costante pericolo. Servono misure strutturali, preventive e non solo repressive, perché la sicurezza nei pronto soccorso è un diritto dei lavoratori e dei pazienti».
Il Codacons annuncia che scriverà formalmente al Ministero della Salute e alla Regione Lombardia chiedendo un rafforzamento immediato dei presìdi di sicurezza, una piena operatività dei sistemi anti-aggressione e specifici protocolli per la gestione dei pazienti in stato di alterazione, al fine di prevenire nuovi episodi di violenza e tutelare chi opera quotidianamente in prima linea.
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