COMUNICATO STAMPA
Cronaca Brescia
Giovedì 16 Aprile 2026
I CICLOTURISTI RISCHIANO LA VITA NEL TRATTO DI STRADA CHIUSA A LIMONE
NONOSTANTE I DIVIETI BICI IN SPALLA E PASSAGGI SU MURETTI PERICOLOSI
IL CODACONS FA ESPOSTO IN PROCURA: AMPLIARE CONTROLLI E STRUMENTI DI DISSUASIONE
In caso di DANNI info@codaconslombardia.it O 02.29408196

Compiono manovre degne di un funambolo camminando sui muretti con in spalle la bici rischiando la vita per accedere alla pista ciclabile violando il divieto di transito per dribblare il segmento chiuso. L’emergenza già segnalata nei giorni scorsi è esplosa durante il ponte di Pasqua.
Hanno suscitato indignazione mista a preoccupazioni le immagini di un gruppo di turisti in bici che, incuranti del pericolo, scavalcavano il parapetto a bordo lago per inoltrarsi nell’area della Ciclovia tra Limone e Riva del Garda ancora incompleta e a lavori in corso: chi arriva alla fine del tratto già realizzato, a un certo punto, deve fare marcia indietro trovando il cancello e il cartello di divieto. Tuttavia, sempre più ciclisti ignorano l’interdizione, scavalcando barriere e parapetti per proseguire poi il loro percorso, mai come in questo frangente, a fil di lago.
In alto Garda si stanno investendo fior di milioni per attrarre il cicloturismo e far diventare il lago una meta prediletta per chi viaggia in sella alla fedele due ruote. Non si può dire che qui i ciclisti non siano i benvenuti ma approcci del genere in vacanza, rischiano di diventare in caso di incidenti, un pericoloso boomerang per l’intero comprensorio. Avventurarsi in aree di cantiere ancora in costruzione o addentrarsi in altri storici androni del «Meandro» a bordo lago – così d’Annunzio aveva chiamato il tratto di Gardesana tra Gargnano e Riva costruito tra il 1929 e il 1931- , può risultare molto pericoloso per chi non è pratico di questi posti.
Nel giugno dello scorso anno, un cicloturista polacco di 43 anni, ha perso la vita precipitando nel lago da una scarpata dopo un volo di decine di metri dalla Gardesana. In occasione di una sosta nello spiazzo all’intersezione con la via dei Dossi (ora chiusa da sbarre) che fino ai primi anni ’70 collegava località San Giacomo con la 45 bis, il ciclista si era allontanato di poche decine di metri dagli amici per andare, pare, ad espletare i propri bisogni nel primo androne verso lago dell’adiacente galleria «Dei Ciclopi». Tunnel che conduce, dopo circa 650 metri, al bivio per Tignale.
Non si sa come, ma in questa circostanza l’uomo ha perso l’equilibrio precipitando nel lago sottostante da un’altezza di poco meno di un centinaio di metri. La salma è stata in seguito recuperata nel lago da una motovedetta della Guardia Costiera. Ora la tragedia rischia di ripetersi perchè le evoluzioni da funamboli rappresentano un rischio per i turisti.
Il Codacons evidenzia la pericolosità dei luoghi e fa esposto in procura chiedendo che i responsabili della custodia del tratto di strada intervengano per la messa in sicurezza aumentando controlli e strumenti di dissuasione all’accesso (quali cartelli e ostacoli).
In caso di DANNI info@codaconslombardia.it O 02.29408196







