
Sondrio – Le temperature rigidissime di questi giorni stanno trasformando l’inverno in una vera emergenza sociale. A Sondrio i posti letto destinati alle persone senza dimora risultano ormai quasi completamente occupati: su venti sistemazioni disponibili, distribuite su tre strutture, ne resta attualmente libera una sola. Una situazione critica che espone chi vive in strada a un rischio concreto per la salute e, nei casi estremi, per la sopravvivenza stessa.
L’accoglienza notturna temporanea, attiva nel periodo invernale grazie al “Progetto Betlemme” coordinato dalla Caritas, rappresenta un presidio fondamentale, ma non più sufficiente a fronteggiare una domanda in costante aumento. Accanto alle persone tradizionalmente senza fissa dimora, stanno emergendo nuove e preoccupanti categorie di fragilità: lavoratori che, pur avendo un’occupazione, non riescono a sostenere i costi degli affitti, e donne in condizioni di estrema difficoltà, per le quali servono risposte adeguate e strutturate.
«Quello che sta accadendo a Sondrio – dichiara l’avv. Marco Maria Donzelli, Presidente del Codacons – è il segnale evidente di una crisi abitativa e sociale che non può essere affrontata solo con il volontariato. Il diritto a un riparo sicuro, soprattutto in condizioni climatiche estreme, è un diritto fondamentale che le istituzioni devono garantire con interventi immediati e concreti». «Il Codacons – prosegue Donzelli – scriverà formalmente al Comune di Sondrio e alla Prefettura per chiedere quali misure straordinarie siano state predisposte per fronteggiare l’emergenza freddo, se sia previsto un ampliamento dei posti disponibili e quali strumenti siano attivati per tutelare le nuove fasce di popolazione colpite dalla povertà abitativa».
Il Codacons chiede un piano di emergenza coordinato che coinvolga enti locali, servizi sociali e strutture sanitarie, affinché nessuno sia costretto a dormire al freddo in una delle fasi più rigide dell’inverno. L’Associazione continuerà a monitorare la situazione e a intervenire a tutela delle persone più fragili, sollecitando risposte tempestive e adeguate da parte delle istituzioni competenti.
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