
Nel cuore di Milano, in viale Papiniano, la Procura della Repubblica ha disposto il sequestro preventivo d’urgenza di un edificio di otto piani in fase di realizzazione, più due livelli sotterranei, sorto al posto di un ex laboratorio commerciale demolito. Secondo gli inquirenti, l’intervento – formalmente qualificato come “ristrutturazione” – costituirebbe in realtà una nuova costruzione di notevole impatto sull’assetto urbanistico cittadino, avviata sulla base di titoli edilizi non conformi (una semplice SCIA) e priva del necessario permesso di costruire e del piano attuativo previsto dalla normativa vigente.
Le indagini ipotizzano violazioni di carattere urbanistico, ritenendo l’opera non compatibile con le disposizioni di legge, poiché l’edificio supererebbe i 25 metri di altezza e una volumetria di 3 mc/mq. L’intervento si sarebbe fondato su un’interpretazione non corretta della circolare comunale n. 1/2023, successivamente sospesa dal Comune di Milano nel marzo 2024 in seguito ad altre verifiche giudiziarie su casi analoghi.
Il commento del presidente Codacons, avv. Marco Maria Donzelli: “Dietro la facciata della “rigenerazione urbana” si rischia di mascherare vere e proprie nuove costruzioni, alterando l’equilibrio urbanistico della città”.
Il Codacons presenterà costituzione di parte offesa alla procura della Repubblica di Milano
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