COMUNICATO STAMPA
Cronaca Brescia
Martedì 14 Aprile 2026
TRUFFE SUGLI INTERVENTI IDRAULICI A BRESCIA E MANTOVA
LA GDF SMASCHERA LA BANDA CHE PUNTAVA SU ANZIANI E PERSONE FRAGILI
IL CODACONS SI COSTITUISCE PERSONA OFFESA NEL PROCEDIMENTO PENALE PER I RISARCIMENTI DEI DANNI

Due indagati accusati di truffa, estorsione aggravata, malversazione e autoriciclaggio. Sequestrati quasi 200 mila euro in contanti e un’auto di alto valore. Le vittime: anziani e persone fragili, raggirati con interventi idraulici a prezzi gonfiati e minacce legali.
Un presunto sistema di raggiri ai danni di cittadini, in particolare anziani e persone vulnerabili, è stato scoperto dalla Guardia di finanza di Brescia. I militari del Gruppo e del Nucleo di polizia economico-finanziaria, coordinati dalla Procura della Repubblica, hanno eseguito un sequestro preventivo d’urgenza “per sproporzione”, poi convalidato dal Gip, per un totale di quasi 200 mila euro in contanti e un SUV di recente immatricolazione del valore di circa 50 mila euro.
L’indagine è partita da numerose denunce presentate da vittime residenti tra le province di Brescia e Mantova: tra loro quattro anziani e una persona con disabilità. Al centro dell’inchiesta, due indagati legati a un’impresa operante nel settore degli interventi idraulici urgenti. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il meccanismo era tanto semplice quanto insidioso.
Dopo una richiesta di intervento – spesso per problemi comuni come lavelli intasati o guasti al bagno – alle vittime veniva fatto firmare un modulo privo dell’indicazione del prezzo. Solo successivamente, una volta ottenuta la firma, venivano richiesti compensi elevati, tra i 600 e i 1.000 euro, a fronte di stime iniziali che in alcuni casi oscillavano tra i 50 e i 150 euro.
Non solo: alle richieste di pagamento, spesso in contanti e senza fattura, si sarebbero aggiunte minacce di azioni legali per presunti danni mai esistiti. In diversi episodi, le intimidazioni si sarebbero concretizzate in diffide formali da parte di studi legali e perfino in ricorsi per decreto ingiuntivo. L’inchiesta ha inoltre portato alla luce possibili irregolarità nella gestione di fondi pubblici.
Durante una perquisizione, è stata trovata documentazione relativa a un finanziamento da 109mila euro garantito dal Fondo per le Pmi. Secondo gli investigatori, la somma sarebbe stata utilizzata per finalità diverse da quelle dichiarate: trasferita su un conto personale con una causale ritenuta fittizia, sarebbe poi servita per acquistare un immobile all’asta, successivamente rivenduto con profitto.
Proprio queste ipotesi di malversazione e autoriciclaggio costituiscono il presupposto del sequestro “per sproporzione”, con una differenza tra redditi dichiarati e disponibilità economiche stimata in oltre 400mila euro. Le indagini sono ancora in corso: gli inquirenti stanno analizzando ulteriore documentazione, anche informatica, per individuare eventuali altre vittime.
Il Codacons si costituisce persona offesa nel procedimento penale e ricorda che i raggirati possono richiedere il risarcimento dei danni patiti.
In caso di DANNI info@codaconslombardia.it O 02.29408196







