COMUNICATO STAMPA
Cronaca di Milano
Giovedì 17 luglio 2025
CASE BLOCCATE A MILANO: 4.500 FAMIGLIE SENZA CASA PER IL BLOCCO DEI CANTIERI
IL COMITATO FAMIGLIE SOSPESE: “PAGHI CHI HA SBAGLIATO, MA NON POSSIAMO PAGARE NOI”
CODACONS PRESENTA UN ESPOSTO ALLA PROCURA PER VERIFICARE EVENTUALI OMISSIONI E RESPONSABILITÀ

Da oltre un anno, a Milano, circa 4.500 famiglie vivono una situazione di grave incertezza a causa del blocco di venti cantieri edilizi, disposto nell’ambito di una vasta inchiesta giudiziaria sull’urbanistica cittadina. L’indagine, avviata dalla Procura di Milano per presunti episodi di corruzione e illeciti nella gestione di permessi edilizi, ha portato al sequestro di diverse aree di cantiere e al blocco amministrativo di numerosi progetti abitativi già avviati. A pagarne il prezzo, però, sono oggi migliaia di cittadini incolpevoli: famiglie che avevano regolarmente acquistato case in costruzione, accendendo mutui e investendo i risparmi di una vita, e che ora si trovano senza casa, senza rimborsi e senza prospettive certe.
La vicenda ha assunto contorni drammatici: acquirenti che avrebbero dovuto entrare nelle loro abitazioni si ritrovano a dover pagare sia rate di mutuo che affitti temporanei; anziani, giovani coppie e famiglie con minori restano sospesi in un limbo burocratico e giudiziario. Nonostante la fiducia nella magistratura, i cittadini chiedono soluzioni concrete: mentre proseguono le indagini per accertare eventuali responsabilità penali, nessun intervento è stato adottato per tutelare le famiglie coinvolte o consentire la prosecuzione dei lavori laddove possibile. Il sit-in organizzato dal Comitato Famiglie Sospese davanti a Palazzo Marino ha portato all’attenzione pubblica la richiesta di un’azione immediata da parte delle istituzioni locali e nazionali.
“È impensabile che in un Paese civile un blocco urbanistico finisca per annullare i diritti di chi ha acquistato regolarmente la propria casa” – dichiara l’Avv. Marco Maria Donzelli, presidente del Codacons – “Serve un intervento politico e amministrativo immediato per distinguere la giustizia penale dalle esigenze abitative di migliaia di famiglie”.
Il Codacons, quindi, scriverà un esposto alla Procura di Milano al fine di verificare se vi siano condotte omissive o inadempimento da parte del Comune di Milano o altri enti competenti, che abbiano aggravato la situazione, configurando ipotesi di omissione di atti d’ufficio (art. 328 c.p.) o altri reati amministrativi
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