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Class action rinviata, il consumatore può attendere

19 Dicembre 2008


ROMA – Slitta di altri sei mesi l’entrata in vigore della class action, l’azione collettiva risarcitoria che consumatori truffati avrebbero potuto intentare contro banche e imprese di fronte a truffe, inganni e raggiri. La decisione è stata presa oggi dal Consiglio dei ministri ed è contenuta nel decreto cosiddetto Milleproroghe. La class action doveva entrare in vigore il primo gennaio 2009, ma ora il termine viene prorogato a giugno 2009. I CONSUMATORI: "VERGOGNA!" – Immediata la reazione delle associazioni consumatori, che dunque dovranno aspettare per poter impugnare uno strumento a loro difesa da sempre attivo nel altri Paesi, soprattutto in quelli anglosassoni. "Il nuovo rinvio della class action la dice lunga sull’atteggiamento di subordinazione del Governo di fronte alle richieste di Confindustria", si legge in una nota del Movimento difesa del cittadino (Mdc). "Adesso è chiaro che le affermazioni solennemente e ripetutamente declamate dal ministro Scajola in occasione del primo rinvio, motivato dalla necessità di migliorare e rafforzare la class action, non erano altro che promesse che il ministro non ha potuto mantenere, altrettanto per la proposta del ministro Brunetta di estendere lo strumento anche alla Pubblica amministrazione". Per il Codacons, "non è altro che l’ennesima truffa a danno dei consumatori italiani". Per il presidente Carlo Rienzi, "siamo di fatto di fronte a una presa in giro per i cittadini che continuano ad essere vessati da imprese ed enti vari". Il Codacons annuncia un esposto "al Tribunale delle Anime" contro il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, e "contro tutti i ministri dell’attuale Governo, per le bugie raccontate ai cittadini italiani in merito alla legge sull’azione collettiva. Non solo. L’associazione farà partire migliaia di cause individuali da parte di singoli utenti contro le aziende, con conseguente rischio di fallimento per le imprese chiamate a risarcire i cittadini". Per l’Adoc, "il nuovo rinvio è il segno di un Paese in profonda crisi che intende restare in serie B. Gli italiani sono stati privati di un fondamentale strumento di tutela dei loro diritti e dei loro interessi, mentre le aziende disoneste riescono ancora a farla franca". Questo il commento di Carlo Pileri, presidente dell’Adoc, che sottolinea: "Ora sembra che si voglia stravolgere tale normativa, esautorando le associazioni dei consumatori dall’essere promotrici privilegiate dell’azione collettiva; eliminando la retroattività, così da evitare che gli ultimi grandi scandali nei confronti dei risparmiatori e consumatori, come Cirio e Parmalat, possano essere oggetto di giudizio; eliminando la promessa estensione dell’azione di classe alla Pubblica amministrazione e alle concessionarie di servizi pubblici". IL PD: "IL GOVERNO BOICOTTA UNA LEGGE MODERNA E INNOVATIVA" – "l’ennesimo rinvio della class action è una presa in giro dei cittadini che il governo porta avanti senza vergogna". Lo afferma Andrea Lulli, capogruppo Pd in commissione Attività produttive della Camera. "Il governo– prosegue- è responsabile del boicotaggio di una legge innovativa e moderna, varata dal governo Prodi, che avrebbe fatto fare un passo in avanti al nostro Paese, avvicinando la qualità dei servizi per i cittadini agli standard europei". Ormai, aggiunge Lulli, "è chiaro a tutti che alla destra non interessa niente se i consumatori hanno servizi scadenti e i responsabili di ciò restino impuniti e non vengano chiamati a rendere conto del proprio operato. Fra questi ci sono anche i beneficiari delle concessioni pubbliche". Conclude il parlamentare: "L’azione collettiva sarebbe stata anche un segnale importante per una maggiore legalità economica”.

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