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Cartelle pazze, il caso in procura Gerit, espropri per somme sotto gli 8mila euro: non sono previsti dalla legge

7 Gennaio 2009


 «Ora basta, denunciamo per associazione a delinquere l´Agenzia delle entrate e le società territoriali di Equitalia come Gerit». A dissotterrare l´ascia di guerra contro migliaia di soprusi ai danni dei cittadini – ipoteche e fermi amministrativi per multe, tasse o tributi già pagati, prescritti o annullati dopo un ricorso – è il presidente del Codancons, l´avvocato Carlo Rienzi. «Stiamo preparando le carte: abbiamo incontrato due volte l´ad di Equitalia e direttore dell´Agenzia delle entrate, Attilio Befera, e ci aveva promesso il suo impegno a risolvere una volta per tutta la questione delle cartelle pazze. Ci aveva promesso che la ricerca di una soluzione sarebbe partita da Roma, e che ci avrebbe contattato l´ assessore al Bilancio, Ezio Castiglione. Invece non si è mai fatto vivo, e anche Befera è scomparso». La legge, per esempio, prevede che «il concessionario può procedere all´espropriazione immobiliare se l´importo complessivo del credito per cui si procede supera ottomila euro». Una legge disattesa da Gerit-Equitalia: scattano ipoteche per debiti minimi, come è successo a una donna che si è vista ipotecare casa per 1.209 euro. Lo stesso per i fermi amministrativi delle auto: la legge che li prevede affida a un futuro decreto – mai emanato – l´onere di «stabilire modalità, termini e procedure per l´attuazione». «L´Agenzia delle entrate – dice l´avvocato Rienzi – non può mandare a un esattore una cartella con la richiesta di procedere verso chi ha già vinto un ricorso. Una volta notificato l´avviso del giudice di pace o della commissione tributaria, l´ente impositore ha il dovere di cancellare la procedura. Se non lo fa è truffa e tentata estorsione: la minaccia di ipotecarmi casa per un debito già annullato o prescritto è minaccia di un "male ingiusto", ed è appunto estorsione. E se ho pagato per evitare guai, come spesso accade, è un´estorsione consumata». Le commissioni tributarie stanno annullando in massa le valanghe di cartelle zeppe di errori formali o sostanziali; «ma per fare ricorso contro cartelle da pochi euro dovrei pagarne centinaia di acconto a un avvocato: questa è estorsione. E se mando a un cittadino la richiesta di pagare una cartella con una multa prescritta, è una truffa perché tu hai ovviamente fiducia in un pubblico ufficiale e vieni ingannato con un mezzo fraudolento». Il guaio principale è la mancata comunicazione tra enti impositori e agente delle riscossioni. Quando un giudice di pace, la commissione tributaria o la prefettura dà ragione al cittadino, lo notifica all´ente o all´istituzione che pretendeva il pagamento: può essere il Comune per una multa, l´Agenzia delle entrate per una tassa, l´Inps per i contributi non versati… Sono loro a dover avvisare Gerit-Equitalia che quella cartella va cassata e bisogna cancellare ipoteche e fermi. E qui casca l´asino. Poche centinaia o migliaia di euro pretese e non dovute diventano un incubo che dura anni tra ricorsi, impugnazioni e trafile burocratiche. «Per questo li denunciamo, e invitiamo i cittadini a fare causa chiedendo i danni per lo stress e la perdita di tempo.  Non è degno di un paese civile» conclude il Codacons.

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