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CALCIO: CODACONS E ASSOCIAZIONE UTENTI SPORTIVI A FIANCO DEL PREFETTO DI ROMA

7 Gennaio 2006







Il Codacons e l’ Associazione Utenti Sportivi interverranno lunedì prossimo dinanzi al Tar del Lazio in difesa del provvedimento del Prefetto di Roma che ha disposto di far giocare a porte chiuse la partita di Coppa Italia Roma-Napoli, in programma all’Olimpico l’11 gennaio.

Il provvedimento e` stato adottato soprattutto in considerazione degli incidenti che si sono registrati a Napoli nella partita di andata e dopo le minacce reciproche da parte delle tifoserie, del tipo ?ci rivedremo a Roma?.

Contro tale provvedimento è stato presentato ricorso dinanzi al Tar del Lazio da due azionisti della Roma in qualità di creditori della As Roma, che vorrebbero sostituirsi al Prefetto nello svolgimento delle funzioni di garante dell’incolumità pubblica e di rispetto dell’ordine e della pubblica sicurezza per motivi non meglio precisati.

?Il provvedimento che farà giocare la partita a porte chiuse ? affermano il Codacons e l’Associazione Utenti Sportivi nel ricorso presentato in appoggio al Prefetto – risulta ben motivato oltre che proporzionato agli interessi tutelati?.

?Il Prefetto di Roma ha agito per effettivi motivi di sicurezza pubblica o di ordine pubblico tenuto conto dei gravi fatti di violenza che si sono verificati all’andata e delle specifiche informative provenienti dalle forze dell’ordine in merito proprio a questa partita. Non dimentichiamo che sono state proprio le forze dell’ordine a chiedere la convocazione del Comitato dell’ordine e della pubblica Sicurezza?.

?Il Prefetto quindi ? proseguono le due associazioni – ha tenuto conto dell’interesse pubblico perseguito e del sacrificio arrecato all’interesse al godimento della partita da parte della tifoseria, e ha emanato un provvedimento giusto e proporzionato tenuto conto che non ha vietato lo svolgimento della partita?.



Per tutti questi motivi il Codacons e l’Associazione Utenti Sportivi si presenteranno lunedì prossimo dinanzi al Tar del Lazio per difendere il provvedimento del Prefetto e chiedere il rigetto del ricorso presentato dai due azionisti, ricorso che appare del tutto privo dei canoni indicati dalla legge relativi sia alla fondatezza del ricorso che dell’esistenza del danno grave ed irreparabile.

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