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BANKITALIA: IL GOVERNATORE DRAGHI, PREDICA BENE E RAZZOLA MALE!

31 Maggio 2007












Dopo che le banche centrali europee francesi, belghe, tedesche, olandesi, ecc., ultimo il Banco di Spagna, che ha venduto in marzo e aprile 2007 il 20% delle sue riserve auree, 2,56 milioni di once troy, pari a circa 80 tonnellate,per finanziare, secondo alcuni analisti, il pesante deficit delle partite correnti, non si capisce perché la Banca d’Italia, sollecitata perfino oggi dal sit-in dei consumatori sotto Palazzo Koch, non venda oro e riserve per ridurre l’elevato debito pubblico.


E’ davvero stupefacente l’appello del Governatore Draghi che ha chiesto al governo venga «abbattuto il debito, riducendo la spesa corrente, sui livelli più alti dal dopoguerra», un debito che, senza operazioni extra, sarebbe come nel 1994; che pesa su crescita, infrastrutture e «riduce le risorse per la spesa sociale», se non fornisce il buon esempio, cominciando a vendere oro e riserve per 60-70 miliardi di euro,come buon contributo ad una sua drastica riduzione.


In merito ai benefici delle aggregazioni, che hanno trasformato il mondo del credito ed alla considerazione della separazione tra banche e politica, perché «un sistema finanziario moderno non tollera commistioni tra politica e banche», occorre rilevare che le banche si sono servite della politica per ottenere legislazioni di favore a danno di consumatori e risparmiatori, che pagano i costi dei conti correnti bancari tra i più elevati del mondo, ricevendo in cambio ?analoghe cortesie? in tutte le operazioni industriali realizzate, Telecom compresa instaurando rapporti, spesso incestuosi e border line, con le imprese.


Se gli appelli dei Governatori, dal Presidente Ciampi a Fazio a ridurre gli alti costi dei servizi bancari, intollerabili per le famiglie, non sono serviti a nulla, ma hanno avuto l’effetto contrario di una spirale, ancora in corso di continui aumenti, come ad esempio gli elevati costi di prelievo bancomat altra banca, con punte di 2,30 euro ad operazione (Unicredit) e 2,50 euro (Antonveneta), i consumatori non si accontentano più delle vuote promesse,ma chiedono fatti concreti: il Governatore Draghi se vuole essere serio,annulli i rincari ingiustificati e sanzioni la furbizia delle banche,che di giorno davanti l’Antitrust promettono riduzioni, per aumentare di notte costi dei servizi che dovevano diminuire.


Adusbef, Codacons, Federconsumatori non molleranno nella battaglia di riduzione del debito pubblico e di lotta agli sprechi.

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