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Anche sulle multe l'”effetto inflazione”

7 Gennaio 2009


Quando si dice: «cornuti e bastonati». Non solo l’inflazione ci rende difficile la vita, con gli stipendi che non arrivano alla fatidica «quarta settimana»; adesso l’inflazione ha fatto lievitare anche gli importi delle «sanzioni amministrative pecuniarie conseguenti a violazioni del Codice della strada». Insomma delle multe sempre in agguato per divieti di sosta, eccessi di velocità, guida senza casco, guida con cellulare e quant’altro. Dal 1° gennaio insomma le contravvenzioni hanno un aumento del 4% calcolato su base Istat. E dunque più alto è l’importo delle multe, più è sensibile l’aumento. Per i divieti di sosta si passa da 33,60 euro a 35 con un aumento di 1 euro e 40, ma passare con il «rosso» lievita da 137,55 a 143 euro. Record assoluto per la guida con patente scaduta: si passa da 2.168,25 a 2.263 euro con un aumento di 95,25 euro. Un aumento, anzi un «aggiornamento» come tutti preferiscono chiamarlo passato pressocchè sotto silenzio. Eppure, reale e operativo, come conferma il tenente Salvatore Torrisi, commissario della Polizia municipale e responsabile dell’Ufficio verbali Sin. «Siamo stati informati per tempo di questi aggiornamenti e già prima che l’anno finisse il comandante Belfiore ha provveduto a fare una circolare per permettere a tutto il personale di adeguarsi e di essere a conoscenza delle nuove sanzioni. Che da noi sono divenute operative da venerdì 2 gennaio. E abbiamo già elevato qualche contravvenzione con i nuovi importi». Nessun problema cartaceo per il Comando dei vigili urbani; i moduli sui quali scrivere il verbale sono infatti senza indicazione alcuna di cifra e sarà dunque facile mettere il nuovo importo invece di quello vecchio. Piuttosto viene da chiedersi: l’inasprimento delle sanzioni avrà un impatto positivo sulla disciplina del traffico? «Non credo – dice Torrisi – che un aumento così limitato possa costituire un deterrente per gli automobilisti indisciplinati. Prendiamo questo aumento piuttosto per quello che è, cioè un adeguamento, i cui introiti permetteranno un po’ di respiro alle entrate degli Enti locali». Ma i catanesi le multe le pagano? «Tempo fa la gente non pagava proprio: non c’era nè educazione, nè timore. Negli ultimi anni, vuoi per una maturazione della coscienza civile, ma anche e soprattutto per l’utilizzo delle società di riscossione, le sanzioni aggiuntive, il fermo amministrativo dei mezzi eccetera, i catanesi hanno cominciato a pagare. Attualmente – continua il commissario della Polizia municipale – vengono pagate il 45 per cento delle multe per un importo complessivo annuo di 10-11 milioni di euro. Perlopiù – rivela il tenente Torrisi – si tratta di multe per divieto di sosta e, nel caso dei motociclisti, per guida senza casco, di gran lunga le infrazioni più gettonate a Catania. Consideri però che a fine d’anno ho rimesso alla società di riscossione multe non pagate risalenti a vari periodi per un importo complessivo di 23 milioni».  «Pollice verso» nei confronti dell’aumento delle sanzioni da parte del Codacons. «Si tratta – dice il segretario nazionale Francesco Tanasi – solo di modi per fare cassa, ecco tutto. Non è certo un modo per incrementare la sicurezza nelle strade, che si fa in altri modi e con altri accorgimenti e dispositivi. Vogliono dare un segnale? Si reinvestano i proventi dell’aumento proprio nella sicurezza sulle strade. Un provvedimento che sarebbe utilissimo – conclude Tanasi – soprattutto da Napoli in giù, dove gli incidenti mortali sono all’ordine del giorno».

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