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Acque non depurate Il caos dei rimborsi

4 Gennaio 2009


 I comuni che non hanno depuratori per le proprie fognature saranno costretti a restituire la quota parte della tariffa destinata alla depurazione (0,18 euro a metro cubo) scalandola dalla bolletta dell’ acqua solo se sul proprio territorio non saranno realizzati impianti per il trattamento delle acque nere entro il 1 gennaio 2011. Questo provvedimento ad hoc proposto dalle commissioni V e VI della Camera andrà di fatto a sgonfiare la clamorosa sentenza emessa dalla Corte Costituzionale il 10 ottobre scorso, che aveva dichiarato illegittima la quota della tariffa-depurazione nei Comuni in cui non di fatto liquami e detersivi finiscono direttamente dalle abitazioni ai fossi e fiumi. LA SITUAZIONE NEL BRESCIANO. Brescianizzando il garbuglio burocratico tutto italiano (alcuni comuni in queste settimane hanno già predisposto domande di rimborso presso i propri uffici, lasciando ai cittadini l’iniziativa di chiedere la restituzione delle somme versate, altri intendono procedere automaticamente all’operazione, altri ancora attendono istruzioni dall’Anci per avere una linea di condotta condivisa) le cifre sui comuni costretti al rimborso si ridimensionano parecchio.  Stando alla sentenza della Consulta ben 43 comuni bresciani (tanti sono quelli senza depuratore, vedi tabella a fianco) avrebbero dovuto rimborsare i propri residenti dal pagamento della quota-depurazione (il Codacons ha stimato una media di 800 euro a famiglia per gli ultimi 5 anni); a rischio erano anche altri 29 comuni dove la depurazione funziona solo a «metà». Adesso invece, dopo il provvidenziale emendamento del Governo, i comuni bresciani costretti a rimborsare i propri cittadini saranno circa una decina, ovvero solo quelli dove non è prevista l’entrata in funzione di un depuratore prima del 1 gennaio 2011. Nel dettaglio i comuni a rischio restano l’alta Vallecamonica (Edolo, Malonno, Sonico), parte della Valsabbia (Anfo e Idro riusciranno a realizzare il completo collettamento entro il 2011?) e della Bassa. Offlaga e San Paolo difficilmente riusciranno a collettare le proprie fogne (ad oggi non trattate) in un depuratore. Pompiano è «salvo» visto che colletterà le sue fogne al digestore di Barbariga; Visano, Isorella, Remedello, Calvisano e Acquafredda dovrebbero risolvere i loro problemi qualora passasse il progetto Aato di collettare, come Bresciaoggi ha riferito nell’edizione del 31 dicembre) le loro fogne nell’inutilizzato depuratore per scarichi zootecnici di Visano (fermo dal 2002 dopo sequestro della magistratura). Entro il 2011 dovrebbe invece essere quasi completamente collettata al depuratore A2A di Verziano la Bassa e Media Valtrompia, così come la Bassa Franciacorta al digestore consortile di Rovato. Tre due anni sarà terminato anche il depuratore di Torbole Casaglia. CAOS LEGISLATIVO. Se le associazioni dei consumatori gridano vittoria e invitano i cittadini a presentare le richieste di rimborso nel proprio comune (scaricabili dal sito www.Codacons.it) i sindaci di quei comuni dove non è attiva la depurazione preferiscono restare alla finestra in attesa di normative certe. Questa ad esempio la posizione ufficiale del sindaco di Offlaga, Ferdinando Moretti, che all’indomani della sentenza della corte costituzionale ha comunicato ai propri cittadini la disponibilità a restituire la quota di depurazione incassata. «VEDO PERÒ che la situazione è in continua evoluzione – commenta il primo cittadino del paese bassaiolo – e prendere una decisione oggi mi sembra davvero prematuro. Se riusciremo a realizare un collettamento fognario o un depuratore entro il 2011 tanto meglio, altrimenti saremo disposti a rimborsare i cittadini». E ad oggi nel comune bassaiolo sono già arrivate una decina di richieste di rimborso. Centinaia invece le richieste di rimborso giunte nei comuni della Valcamonica. Sonico ha già deciso di restituire le quote d’ufficio, decurtandole dalle future bollette. Più confusa la situazione di Malonno (i soldi sono già stati spesi per altre opere pubbliche) ed Edolo, dove i cittadini hanno intrapreso una dura battaglia legale. In Valsabbia è fiducioso il sindaco di Idro, Augusta Salvaterra: «Stiamo lavorando sodo sul fronte depurazione e indubbiamente il collettamento sarà realizzato prima del 2011. Ad ogni modo in Comune non è ancora pervenuta alcuna richiesta di rimborso».
 

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